In un comune alle porte di Catanzaro è vietato morire (per legge)
L'umana pretesa di dominare il corso degli eventi attraverso la volontà e di ridurre i fenomeni naturali a nostro piacere è antica quanto la civiltà stessa e può spingersi fino a punte di grottesca autocelebrazione, destinate inevitabilmente a culminare con un sonoro tonfo e con il senso di ridicolo che naturalmente consegue.
Se l'idea del governatore della Florida di vietare l'innalzamento delle maree per decreto era apparsa pretenziosa, in Calabria sono riusciti a spingersi oltre i limiti stabiliti dalla vita stessa, andando a vietare la Morte in un piccolo borgo storico alle porte di Catanzaro.

Il sindaco di Sellia, piccolo comune di 500 abitanti (evidentemente destinati a non diminuire nel frattempo), tale Davide Zechinella ha infatti stabilito il divieto più assoluto di morire all'interno delle mura comunali, tramite un'ordinanza datata 5 Agosto 2015 e destinata ad entrare nella storia delle bizzarrie legislative.
Per far fronte al fenomeno legato all'invecchiamento della popolazione comunale, che ha portato Sellia ad avere un tasso di ultrasessantacinquenni pari al 60% del totale, il sindaco ha infatti invitato i suoi cittadini a prendersi cura della loro salute e ha imposto a tutti gli abitanti del paesello di non morire nel frattempo, attività bandita dal novero delle condizioni di legge e dunque ritenuta alla stregua dello spaccio di droga o del contrabbando di armi da fuoco.
Logicamente, il divieto di morire emanato dal sindaco possiede una valenza semplicemente metaforica (almeno, si spera) e nasconde, sotto le spoglie di un'aberrazione legislativa, la volontà messa in campo da parte del primo cittadino di migliorare le condizioni di salute della popolazione locale, onde evitare il definitivo spopolamento dello stupendo borgo medievale calabrese.
Attraverso l'ordinanza, il Comune di Sellia e la Asl locale si propongono infatti di produrre una serie di incentivi e agevolazioni economiche destinati a tutti coloro che vorranno aderire all'invito e che si proclameranno disposti a prendersi cura di loro stessi mediante il ricorso alle numerose iniziative diagnostiche e terapeutiche previste per l'occasione dall'Azienda Sanitaria Locale.
Coloro che mostreranno invece disinteresse per l'iniziativa comunale riceveranno invece sanzioni dalla non precisata entità, destinate a culminare in un autentico rimprovero ufficiale per quei cittadini che decideranno di prediligere le leggi naturali a quelle umane e che si troveranno, malauguratamente, a morire proprio nell'unico comune in cui l'attività risulta strettamente vietata.




