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Diminuiscono i ricoveri ospedalieri, ma resta l'emergenza in Campania

02 Set 2015
Diminuiscono i ricoveri ospedalieri, ma resta l'emergenza in Campania

Probabilmente la politica è stata inventata sulla base del fatto che qualunque dato oggettivo possiede per sua stessa natura una duplice chiave di lettura, di modo che, se, ad esempio, si ritiene che l'occupazione sia aumentata, qualcuno interpreterà il dato come un colpo inferto alla disoccupazione, mentre qualcun altro sosterrà che dalle stime si può evincere semplicemente la crescita della precarietà.

Ovviamente, non fa eccezione il versante legato alla Sanità ed accade così che all'indomani di stime che parlano di una netta decrescita dei ricoveri ospedalieri in Italia ci si affanni a disquisire se il fenomeno risulti ascrivibile ad un maggiore stato di salute dei nostri concittadini o ad un semplice taglio effettuato in direzione di strutture e servizi sanitari.

ricoveriospedalieriitalia

Qualunque sia la vostra chiave di lettura prediletta, il recente rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero (Dati Sdo 2014) elaborato dal Ministero della Salute parla comunque di una sensibile decrescita dei ricoveri ospedalieri durante l'anno solare 2014 che ha portato il numero complessivo di pazienti ricoverati nelle apposite strutture nostrane a toccare la stima record pari a 9.526.832 unità, circa 315 mila (3,2%) in meno rispetto all'annata precedente.

In un quadro di insieme che assistito alla parallela decrescita del numero di giornate di ricovero complessive (-1,82 %) la parte del leone è stata giocata dalla regione Lazio in cui un riassetto sanitario strutturale ha visto il numero delle persone ricoverate durante il 2014 diminuire del 4,56%, stima collocata ben oltre le rosee previsioni degli enti locali e molto al di là della media nazionale.

Resta purtroppo l'emergenza ospedaliera in Campania, regione dove le stime si sono poste in netta controtendenza rispetto al trend complessivo e dove i ricoveri sono aumentati a dismisura, facendo registrare un balzo in avanti dalle 600 mila unità del 2013 al milione dell'anno scorso e mettendo a dura prova la sostenibilità e le modalità di accesso alle strutture sanitarie locali.

Entrando nel dettaglio di numeri piuttosto astratti, la principale causa di ricovero ospedaliero nella nostra Penisola è rappresentata, parto escluso, da complicazioni derivanti da patologie cardiovascolari e respiratorie, seguite a breve distanza da interventi finalizzati a ripristinare la funzionalità degli arti inferiori e problematiche deambulatorie derivanti da traumi e contusioni.

Pare dunque che ad un'Italia perennemente divisa venga offerto nella giornata di oggi uno spunto per una nuova discussione e per continuare a vedere la nostra realtà bianca o nera, a seconda delle preferenze individuali, alimentando quel particolare motore della politica che prevede l'assenza di fatti e la sovrabbondanza di interpretazioni contrastanti.

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