La mancanza di sonno favorisce raffreddore e congestioni nasali
Il sonno, ristoratore per antonomasia, rappresenta una poche delle attività umane in grado di consentire un pieno recupero terapeutico dagli acciacchi quotidiani e di scongiurare, al contempo, l'insorgenza di numerose patologie neurologiche e cardiovascolari che trovano proprio nella prolungata assenza di riposo il loro terreno di insorgenza ideale.
Nessuno aveva ancora pensato, fino ad oggi, di mettere in relazione le carenze di sonno strutturali con la genesi di acciacchi e malanni prodotti a partire non da fattori organici, ma dalla presenza di agenti patogeni, primo tra tutti quell'annoso raffreddamento delle vie aeree originato dall'azione congiunta di freddo e virus che rappresenta un autentico cruccio per milioni di individui alle prese con termometri e tisane calde.

Stando a quanto sostiene uno studio condotto dalla University of California di San Francisco, esisterebbe infatti una correlazione tra le ore di sonno quotidiane e la possibilità di incappare in un fastidioso raffreddore; correlazione che trova il suo punto di volta quando si scende pericolosamente sotto la soglia minima ideale rappresentata dalle sei ore di sonno per notte.
Attraverso un esperimento condotto su un campione statistico pari a 164 volontari, i ricercatori californiani hanno infatti scoperto che coloro che tendevano a compiere cicli di sonno della durata inferiore alle sei ore erano più soggetti all'azione dei virus portatori del raffreddore e che la loro possibilità di contrarre una congestione nasale aumentava esponenzialmente in base al numero di ore di riposo fino a diventare di 4,2 volte superiore rispetto ai volontari che, invece, dormivano per almeno sei ore o più.
In sostanza, i medici americani hanno monitorato le condizioni di sonno dei soggetti coinvolti nel test per una settimana, esponendoli contemporaneamente all'azione di alcuni virus, scoprendo così che un organismo debilitato da carenze di sonno protratte nel tempo risultava molto più vulnerabile nei confronti della minaccia introdotta per via di una minor produzione di linfociti T, anticorpi deputati a debellare le aggressioni esterne dall'organismo umano.
Secondo la ricerca della University of California, l'assenza di sonno svolgerebbe un ruolo preponderante nella genesi dei raffreddori e supererebbe, in quanto a pericolosità, molti altri fattori di pericolo (la disidratazione, ad esempio) fino a poco tempo fa ritenuti cruciali nello sviluppo di affezioni da raffreddamento alle vie aeree: ragione in più per concedersi il meritato riposo e per provare i benefici di quell'attività ristoratrice che da sola può mettere al riapro da acciacchi e malanni.





