Un caso di demenza ogni tre secondi: è emergenza Alzheimer
Verso la metà degli anni'80, quando statistiche e numeri tornarono improvvisamente di moda a seguito del rigetto post-bellico, cominciarono a fiorire spot e campagne informative incentrate sull'incidenza che determinate patologie avevano nel mondo al trascorrere di ogni minuto o secondo.
Una volta appurato che i grandi numero non sono un valido deterrente per spingere qualcuno ad abbandonare alcool, sigarette o cattive abitudini alimentari, le statistiche continuano a rappresentare un'ottima chiave d'accesso alle effettive dimensioni di un fenomeno e a farci comprendere, ad esempio, quali proporzioni stia assumendo a livello globale la piaga delle patologie neurodegenerative e della demenza senile.

In base a dati elaborati e diffusi dall'Alzheimer's Disease International pare che i casi di demenza si sviluppino con una frequenza pari ad un nuovo episodio ogni tre secondi, il che significa che, tradotto in cifre meno ambigue, che i soggetti colpiti da patologie di tipo neurodegenerativo sono ormai 46,8 milioni su scala globale e circa 1,2 nel nostro Paese, dove i casi di Alzheimer superano di gran lunga la media pro-capite mondiale.
Come se tutto questo non fosse sufficiente a gettare un'ombra di angoscia sul nostro futuro e su quello delle nostre facoltà cognitive, gli esperti stimano che i casi legati patologie degenerative non siano che all'inizio della loro impennata statistica e che i prossimi decenni assisteranno ad un ulteriore raddoppiamento delle diagnosi in materia, fino a toccare la quota record di 131,5 malati nel 2050.
Oltre la metà dei casi di demenza censiti dal Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 risultano ascrivibili al morbo di Alzheimer, patologia dalla cause ancora parzialmente oscure che pare aver assunto negli ultimi anni le dimensioni di un'autentica epidemia, con un incremento di spesa sanitaria associata che ha raggiunto al proibitiva cifra di 818 miliardi su base annua per far fronte alla patologia.
Secondo le previsioni elaborate dalla Federazione Italiana Alzheimer, i nuovi casi registrati ogni anno porteranno la quota complessiva dei malati nostrani a raggiungere 2,27 milioni di unità nell'anno 2050, con conseguente nuovi esborsi per la ricerca e campagne preventive, magari meno incentrate su statistiche e grandi numeri e maggiormente orientate verso una tutela della salute individuale.



