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Cancro, Aspirina inclusa tra le cure anti-tumore

24 Set 2015
Cancro, Aspirina inclusa tra le cure anti-tumore

In caso un Marziano approdasse per caso sulla Terra e decidesse di aprire un qualunque social network, rimarrebbe subito sorpreso del fatto che gli umani continuino a considerare il cancro come la più funesta delle piaghe, quando Facebook e consimili abbondano di cure miracolose, reperibili a basso costo e del tutto prive dei tremendi effetti collaterali generati dalla chemioterapia e dalla radioterapia.

In realtà, prima che un ritrovato qualunque, sia esso di tipo “chimico” (ci rendiamo conto dell'uso improprio del termine) o naturale, possa venire incluso nel novero delle cure per il cancro trascorrono anni di sperimentazione, volti a chiarire il reale effetto della molecola sull'organismo umano, come è accaduto per la popolare Aspirina, recentemente inclusa tra le cure per il cancro, dopo anni di test e conferme empiriche.

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Un nuovo studio incentrato sugli effetti dell'Aspirina pare infatti aver fugato gli ultimi dubbi e mostrato come il farmaco generico più diffuso al mondo svolga un'azione utile a contrastare l'insorgenza di alcune tipologie tumorali, localizzate principalmente al colon e al retto, e servirebbe inoltre per combattere la diffusione delle metastasi in caso di contrazione dei tumori già avvenuta.

La conclusione è frutto della revisione di una serie di studi antecedenti condotti in Inghilterra, per un arco temporale pari a 10 anni, che ha mostrato come la somministrazione continuativa di cardio-aspirina ad un gruppo campione di pazienti oncologici conducesse inequivocabilmente in direzione di una riduzione del numero di metastasi e come la sua assunzione in chiave preventiva riducesse le probabilità di contrarre una forma di cancro al colon-retto apri al 34% e al 31% in caso di tumore allo stomaco.

Gli effetti positivi dell'Aspirina risulterebbero però limitati ai soli pazienti di età compresa tra i 50 e i 70 anni, mentre pare che la somministrazione del farmaco a pazienti oncologici di età inferiore o superiore alla fascia ottimale non abbia prodotto nessun miglioramento significativo delle condizioni di salute generali dei soggetti presi in esame.

Pur con tutte le limitazioni del caso, lo studio pubblicato su Annals of Oncology si configura comunque alla stregua di un'ottima notizia per la ricerca oncologica, in grado di aprire nuove strade verso un implemento delle cure attualmente in suo, il cui novero  non comprende, con somma sorpresa del nostro Marziano, acqua fresca, rare piante dell'Ecuador e altre amenità.

 

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