Cassazione: nessun risarcimento per la sindrome di Down non diagnosticata
Purtroppo, anche a fronte di sistemi diagnostici pre-natali sempre più sofisticati, individuare correttamente la presenza si anomalie cromosomiche legate alla sindrome di Down o ad altre patologie resta ancora un'impresa lontana dal giungere a matematica certezza, il che spinge numerose gestanti a chiedere risarcimenti in caso di nascita di un bambino non conforme alle “aspettative”.
L'infinita serie di querelle e polemiche giudiziarie pare tuttavia volgere al termine, a seguito di una recentissima sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che, rigettando il ricorso di una madre che aveva partorito un bambino Down, nonostante gli esami pre-natali non rilevassero nessuna anomalia, ha di fatto bloccato la possibilità di ottenere analoghi risarcimenti.

Sostenendo che in caso fosse stata correttamente informata dell'eventualità, avrebbe interrotto a gravidanza, la madre protagonista della vicenda si era infatti rivolta ad un giudice chiedendo che l'Als di Lucca, alla quale la donna si era affidata durante il corso della gravidanza, pagasse per l'errore compiuto in fase diagnostica e risarcisse la coppia con una somma in denaro apari al “danno” prodotto in fase di diagnosi.
Trovando le richieste esposte palesemente in contrasto con il diritto di ogni bambino a venire al mondo, sia esso sano o meno, la Corte di Cassazione ha rigettato in toto le istanze della coppia, motivando la sentenza con la presunzione della volontà del nascituro a venire alla luce, sindrome di Down o meno.
In sostanza, secondo la Cassazione non è lecito chiedere risarcimenti in caso non venga diagnosticata una particolare patologia in fase di gestazione, dal momento che le norme vigenti sull'interruzione di gravidanza regolano già la materia e prescindono completamente dallo stato di salute del nascituro, reputato in pieno diritto di nascere indipendentemente dall'esito di amniocentesi o altri esami.
Premesso che la sentenza solleverà il consueto polverone, resta solo da osservare come alla coppia richiedente risarcimento forse sia sfuggito il fatto che dare alla luce un bambino affetto da Sindrome di Down non è un danno, ma spesso un'occasione di vita e che persino i più sofisticati strumenti pre-natali sono ben lontani dal poter escludere con matematica certezza la presenza di anomalie cromosomiche.





