Nel pubblico più assenze per malattia, ma meno giorni complessivi
Se si desse retta a voci di corridoio e luoghi comuni, si evincerebbe facilmente il ritratto di un Paese continuamente bloccato a causa delle assenze per malattia inscenate dai dipendenti della pubblica amministrazione, ritratti come macchiette pronte a svicolare dai loro obblighi e dai loro uffici al primo soffio di vento.
In realtà, al situazione è molto più complessa e se, da un lato, è vero che i dipendenti pubblici tendo a chiedere un maggior numero di permessi per malattia, dall'altro pare che i lavoratori delle aziende private tendano a prolungare le loro assenze per periodi più lunghi.

Stando a quanto emerge da un rapporto sul mondo del lavoro italiano, condotto dalla CGIA Mestre, pare infatti che nel corso del 2014 i dipendenti pubblici siano rimasti a casa, almeno una volta, per ragioni d salute con una frequenza pari al 55%, mentre i loro colleghi nel privato si siano fermati alla soglia del 35%.
A fronte di un maggior numero complessivo di richieste, l'ammontare dei giorni di permesso per malattia ha visto invece primeggiare il settore privato, dove i dipendenti hanno usufruito dei congedi con una frequenza media pari a 19 giorni, contro i soli 17,9 del pubblico.
In totale, il monte giorni richiesto nel settore pubblico equivale a 31.525.329 unità contro le 77.195.793 licenze richieste nel privato, il che, se rapportato ad un maggior numero di dipendenti privati lungo l'arco della Penisola, si traduce nella sopracitata media.
Pare dunque che, a dispetto di luoghi comuni e dicerie, il nostro Paese non risulti poi tanto ostaggio di dipendenti pubblici assenteisti e che quelle macchiette abilmente dipinte da decenni di filmografia nostrana risultino essere delle sporadiche, quanto odiose, eccezioni ad una norma ben differente.



