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Il 90% degli Italiani cela un'identità segreta nel proprio smartphone

09 Mar 2016
Il 90% degli Italiani cela un'identità segreta nel proprio smartphone

Anche senza votarsi in direzione di statistiche e censimenti, risulta ormai evidente a tutti che lo smartphone ha rapidamente rimpiazzato il celeberrimo diario segreto come custode delle nostre più inconfessabili paure e come depositario di tutto quanto non vorremmo mai che i nostri amici o il nostro partner scoprissero, siano esse ricerche condotte online o tracce lasciate da una furtiva relazione amorosa condotta via sms.

Giusto per rendere la dimensione di un fenomeno ovvio e lampante a primo acchito, una recente indagine condotta dall'Europdap (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) su un campione statistico pari a 1500 cittadini, di età compresa tra i 15 e i 60 anni, ha mostrato come l'ossessione relativa alla perdita dello smartphone e alla scoperta dei suoi segreti rappresenti una costante per circa il 90% degli italiani.

smartphoneeurodap

Ben nove Italiani su dieci tendono infatti a proteggere la propria identità segreta mediante il ricorso a Pin piuttosto elaborati e ad accorgimenti in grado di limitare la minimo possibile le ingerenze esterne, soprattutto in caso il dispositivo rischi di finire tra le mani amiche comprese tra le mura domestiche, rivelandosi come potenziale elemento di rottura di una relazione amorosa o come il movente per un aumento del controllo genitoriale.

Tutta questa apprensione verso la vita segreta che si anima ogni volta in cui accendiamo Google o WhatsApp si riverbera, logicamente, in un nuovo carico di ansie e inquietudini, destinate ad assumere contorni patologici in caso il rapporto con il telefonino si faccia sempre più morboso, fino a dare luogo all'insorgenza di problematiche di tipo neurologico piuttosto serie e dalla difficile soluzione.

Dedicare infatti una porzione così rilevante dei propri pensieri alla paura di perdere i propri segreti si traduce, secondo l'opinione della dottoressa Paola Vinciguerra (presidente di Eurodap) in un'autentica ansia da separazione nei confronti del mezzo tecnologico, dovuta al crescente carico di informazioni che lo smartphone può contenere al passare del tempo e al fatto che nessuno ha ancora, ahimè, inventato un lucchetto affidabile da apporre a quel gigantesco diario segreto che ci portiamo appresso ovunque andiamo.

 

Cinese di Maputo

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