Vino: cresce l'export, ma cala il consumo interno
In un'Italia sempre più in crisi di valori e sempre più alle prese con il depauperamento di un patrimonio storico e artistico dal valore immenso, non stupisce che le massime autorità facciano quadrato intorno a quel vino di produzione nostrana che non solo definisce i parametri d'eccellenza gastronomica mondiale, ma che si configura sempre più alla stregua di una miniera d'oro per le sorti della nostra economia.
In occasione della rassegna tematica Vinitaly, la Coldiretti ha infatti potuto esibire cifre degne di una manovra finanziaria, mostrando come il settore legato al vino produca un fatturato su base annua pari a 9,7 miliardi di euro, con una crescita esponenziale in grado di aggiungere di un ulteriore 3% rispetto agli ottimi dati fatti registrare durante la stagione precedente.

Nonostante una lieve flessione nel consumo interno, il settore vinicolo italiano continua allegramente a sorridere, grazie ad un export cresciuto del 5% solo nell'ultimo anno e ormai divenuto il vero comparto trinante della produzione nostrana, con un giro d'affari complessivo pari a 5,4 miliardi di euro.
All'interno di un settore che dà lavoro ad oltre 300 mila persone, 35 mila delle quali ricoprono l'incarico di sommelier, le numerose innovazioni introdotte negli ultimi anni in materia di agricoltura biologica e bag in box (la confezione che consente una spillatura continua del prodotto, mantenendone la freschezza) hanno permesso la crescita di un mercato che pareva ormai giunto al suo apice produttivo e che ha trovato nuova linfa proprio in quelle idee in grado di fare leva sulla fetta di pubblico tradizionalmente più sensibile alle esigenze dell'ambiente e alla genuinità dei prodotti vinicoli.
Pare dunque che le sorti economiche e culturali del nostro Paese siano sempre più legate a doppio filo con quelle del vino e che la possibilità di espandere ulteriormente i già fiorenti mercati in Giappone e Usa possa comportare lo sviluppo di un settore al quel aggrapparsi ogniqualvolta crisi di valori e depauperamento del nostro patrimonio fanno sentire i loro morsi sul colo di un'Italia senza fiato.





