Stando a quanto narra la mitologia greca, l'eroico Teseo riuscì ad orientarsi attraverso il complesso labirinto di Cnosso e a sfuggire alla grinfie (non certo amorevoli) del tremendo Minotauro grazie ad un lungo filo intessuto dalla sua adorata Arianna.
Ogni volta che in Italia si dibatte su applicazioni ed emendamenti relativi alla normativa che regola i prodotti da tabacco, Teseo (ovunque egli si trovi) ringrazia il fato per aver dovuto districarsi con un labirinto dalla struttura architettonica infinitamente più semplice e meno densa di ostacoli.

A partire dalla celebre Legge Sirchia (della quale nessuno mette in dubbio la bontà d'ideazione, nonostante la misera sorte toccata all'ideatore), incomprensioni e cavilli burocratici hanno gettato nel caos il mondo dei fumatori, quello dei non fumatori e quello dei fumatori occasionali: dapprima ci si è accorti che il divieto non vigeva in assenza di un responsabile atto a farlo rispettare; in seguito si è dibattuto sul concetto di luogo pubblico e, infine, si è stabilito che le sigarette elettroniche rientravano nelle restrizioni previste dalla legge, anche se nessuno ha ancora ben capito perché, dal momento che le e-cig all'atto pratico non producono fumo, ma vapore.
Ad aggiornare la telenovela più lunga nella storia del tabacco, sta per sbarcare in Italia una sigaretta elettronica di ultima generazione, che pare in grado di sfuggire alle maglie di articoli, comma e postille e di poter dunque venire dunque fumata (svapata, pardon) anche all'interno dei luoghi pubblici nostrani.
La e-cig in questione conterrà tabacco, a differenza di quelle attualmente in commercio, ma potrà essere gustata in pubblico (siamo al confine del controsenso), in virtù di una catalogazione che regola il prodotto nel novero degli “articoli da inalazione” anziché in quelli “da fumo”, rendendo così possibile, sulla base della Legge vigente, l'aggiramento del semaforo rosso all'interno di bar, uffici e aule parlamentari.
Secondo il produttore, tutto ciò sarà reso possibile dal fatto che il tabacco contenuto nella e-cig verrà soltanto riscaldato, ma non arso e quindi non si potrà parlare di un'autentica combustione: in caso vi stiate domandando quale differenza reale esista con le normali sigarette elettroniche presenti in commercio (risulta evidente l'assenza di combustione anche lì); vi sveliamo che la reale differenza consiste nel fatto che questa e-cig di ultima generazione verrà prodotta da Philip Morris, mentre tutte le altre, da piccole e volenterose aziende delle cui sorti a nessuno interessa, perché non muovono un giro di affari quantificabile in miliardi di euro all'anno.
All'indomani della notizia è subito esplosa la polemica (alla quale ci aggreghiamo volentieri) relativa all'assurdità dei cavilli burocratici nostrani e all'essitenza della solita corsia preferenziale riservata alle multinazionali di Big Tobacco; polemica che ha già portato sulle metaforiche barricate buona parte della classe medica italiana: se si stabilisce infatti (e anche su questo i dubbi non mancano) che la sigaretta elettronica nuoccia alla salute anche attraverso una semplice inalazione passiva, la ragione per legittimare l'utilizzo di un particolare tipo di prodotto all'interno dei luoghi pubblici sfugge ad ogni comprensione possibile.
La sigaretta elettronica della Philp Morris arriverà in Italia entro il 2015, per la gioia degli svapatori incalliti e un po' meno per quella delle piccole industrie nostrane che hanno chiuso i battenti in seguito al divieto; non resta quindi che attendere lo svolgimento del dibattito interno e augurarsi che un'Arianna qualunque giunga rapidamente con un filo intessuto dalle sue amorevoli manine.










