Anche prima che Einstein ci illuminasse sulla relatività di spazio e tempo, la nostra comune esperienza ci aveva reso perfettamente consapevoli (in un'accezione decisamente meno fisica) di quanto certe misure temporali siano dilatate siano e di quanto la percezione di certe distanze sia estremamente variabile: il tragitto che conduce verso il proprio posto di lavoro, ad esempio, risulta incredibilmente lungo durante il viaggio di andata e sorprendentemente corto al ritorno, nonostante la misura effettiva resti sempre inalterata, sia essa in chilometri, iarde, once, pollici o unghie.
Se anche voi vivete il tragitto verso l'ufficio alla stregua di un'odissea nel traffico e nei funesti pensieri mattutini, una soluzione per alleviare il calvario e portare le distanze a coincidere, potrebbe giungere da una repentina sostituzione del mezzo di trasporto.

Andare al lavoro a piedi o in bicicletta, oltre a rendere la vostra città un attimino più vivibile, pare possa giovare al vostro benessere psico-fisico e persino allungare la vostra vita, dilatando dunque quel gradevole arco di tempo relativo alla nostra permanenza su questa terra.
A sostenerlo, oltre che il buon senso, è una recente ricerca condotta dagli economisti sanitari facenti capo al Centre for Diet and Activity Research (Cedar) dell'East Anglia, i quali hanno svolto uno studio su oltre 18000 pendolari, lungo un arco temporale pari a 18 anni, al fine di stabilire un'eventuale correlazione tra mezzo di trasporto utilizzato e condizioni di salute complessive dell'organismo.
Dall'analisi del campione statistico è emerso che i soggetti che tendevano a recarsi al lavoro a piedi o in bicicletta, erano meno soggetti ai danni provocati dallo stress rispetto ai loro colleghi, la cui preferenza si orientava invece verso mezzi di locomozione motorizzati e presentavano un tasso di longevità media decisamente superiore.
Un'ulteriore distinzione piuttosto significativa ha sancito il discrimine tra i pendolari che si recavano al lavoro mediante autovetture private e coloro che prediligevano i mezzi di trasporto pubblici: pur non garantendo una medesima incolumità da stress di biciclette e cavalli di San Francesco, l'opzione intermedia costituita da autobus, tram e treni è risultata più salutare, garantendo (ritardi permettendo) una quantità maggiore di tempo utile a rilassarsi e svagare la mente dalle fatiche del viaggio.
Lo studio, pubblicato su Preventive Medicine, si pone come un'ulteriore conferma delle numerose teorie che vedono nella sedentarietà il più grande nemico della salute umana e che individuano, in una giusta quantità di modo, il principale alleato ai fini della longevità (vedi articolo) e del benessere psico-fisico.
Suggeriamo dunque di fare un tentativo e di lasciare la vostra macchina parcheggiata in garage il più a lungo possibile, potendo tranquillamente scommettere sul fatto che tutti quei chilometri, iarde, once e pollici che vi separano dall'ufficio diventeranno talmente brevi da imporre una riscrittura della teoria della relatività.










