Se nella giornata di ieri avete dovuto assentarvi dall'Italia per ragioni di lavoro oppure siete rimasti imprigionati in ascensore a causa di un balck-out, probabilmente il termine “etossichina” vi suonerà familiare quanto un'espressione a caso presa dal dizionario cantonese o il verso di una capra tibetana muta.
L'etossichina, fino a ieri sconosciuta ai non addetti ai lavori e oggi materia di discussione in ogni ambiente possibile e immaginabile, è una molecola impiegata in varie coltivazioni ortofrutticole che è stata recentemente bandita dal Ministero della Salute per ragioni legate al suo alto livello di tossicità per la salute umana e animale.

A seguito della decisione ministeriale di vietare le colture che prevedono l'impiego di etossichina e dell'appello rivolto dalle autorità nostrane per un bando a livello continentale, Coldiretti ha lanciato oggi un allarme relativo alla possibile tossicità di prodotti agroalimentari provenienti dalla Spagna, paese nel quale l'impiego della molecola risulta essere ancora perfettamente legale.
La Coldiretti ha inoltre invocato il tempestivo blocco delle importazioni di tutti i prodotti agricoli spagnoli, onde evitare il duplice pericolo rappresentato dalla possibile tossicità degli ortaggi e da una concorrenza sleale destinata a penalizzare le colture nostrane.
L'etossichina è infatti un antiossidante impiegato sia come pesticida che come conservante alimentare il cui utilizzo rende più attraenti i prodotti trattati, da un punto di vista estetico, ma può fare insorgere numerose patologie se ingerito con assiduità.
In attesa di una legislazione che stabilisca limiti e confini dei prodotti spagnoli, Coldiretti ha invitato i consumatori a leggere con attenzione le etichette apposte su frutta e verdura e a rifuggire l'acquisto in caso i prodotti provengano dal paese iberico, reo di aumentare le proprie esportazioni (di circa il 5% durante lo scorso anno) mediante il ricorso a pratiche incompatibili con un'economia sana e libera da potenziali fattori tossici.
La Spagna e gli Stati Uniti d'America restano al momento i due principali paesi occidentali in cui l'impiego della molecola risulta consentito, nonostante numerosi studi dimostrino la natura tossica del pesticida sugli esseri umani e sugli animali domestici, primi a soffrire dei danni provocati da un mercato americano in cui l'impiego di etossichina su larga scala è la norma in materia di prodotti alimentari destinati agli amici a quattro zampe.
Se dunque ieri vi trovavate all'estero o in ascensore, non avete nulla da temere, l'oscura parola entrata rapidamente nei nostri dizionari non vi porrà ai margini di alcuna conversazione, purché siate in grado di riconoscerla e di votarvi verso un consumo responsabile.









