Nel 1984, quando James Cameron immaginava un futuro prossimo venturo dalle tinte fosche e dalle terribili fattezze di Arnold Schwarzenegger, Fran Fulton aveva appena compiuto 36 anni e tutto si aspettava dalla vita fuorché di diventare famosa in tutto il mondo a seguito di un intervento chirurgico che le avrebbe consentito di riacquistare la vista grazie ad un occhio bionico simile a quello montato sui temibili Terminators.
Completamente cieca da 10 anni a causa di una grave forma di retinite pigmentosa, la 66enne signora americana protagonista dell'incredibile vicenda ha riacquistato parte delle sue funzionalità visive perdute grazie ad un avveniristico dispositivo denominato Argus II che consente di sostituire il tessuto retinico compromesso con dei minuscoli elettrodi collegati a dei particolari occhiali muniti di telecamere per la visione.

Il funzionamento del dispositivo ideato dalla società Second Sight è piuttosto semplice e poco invasivo e si basa sulla possibilità di collegare in modalità wireless i tre elementi necessari all'operazione (elettrodi, occhiali con mircorocamere e un piccolo dispositivo computerizzato), di modo che il continuo scambio di informazioni visive tra i dispositivi consenta la stimolazione della parte non danneggiata della retina, spingendo il cervello ad elaborare il contenuto grafico ricevuto.
In sostanza: delle piccole telecamere simili a quelle dei nostri smartphones registrano in tempo reale ciò che “vedono” e inviano i segnali ad un apparecchio computerizzato che, tramite wireless, stimola gli elettrodi posizionati in prossimità della parte di retina ancora funzionante.
Il risultato dell'operazione consiste in un'immagine in bianco e nero a bassa risoluzione (circa 60 pixel) che il cervello impara a riconoscere e ad elaborare, fino a riuscire a distinguere perfettamente le basilari forme del mondo circostante, a seguito di un breve periodo dedicato alla riabilitazione visiva.
La nuova tecnologia si trova ancora in una fase embrionale di sviluppo e non consente al momento una visione approfondita, paragonabile a quella ottenuta dall'occhio umano; tuttavia i risultati ottenuti in questo campo sono stupefacenti e garantiscono ai pazienti affetti da cecità di recuperare la propria indipendenza e una percezione della realtà utile ad evitare pericoli e spiacevoli incidenti.
Al termine dell'operazione, la signora Fran Fulton ha espresso tutto il proprio entusiasmo per la facoltà riacquistata e si è mostrata in grado di distinguere i contorni degli oggetti e le variazioni luminose presenti in una stanza, uscendo in breve tempo dal buoi totale che l'aveva ospitata durante l'ultima decade.
Non vi è dubbio alcuno, che il rapidissimo progresso medico, reso possibile dall'avvento di tecnologie sempre più sofisticate, possa giungere in un futuro prossimo venturo a restituire la vista ai soggetti affetti da patologie nella sua totalità, consentendo ai pazienti di tornare a distinguere i tratti somatici delle persone, di ammirare i colori del mondo e magari di guardare con gioia qualche vecchio film girato nel lontano 1984.
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