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Allo Ieo di Milano la “scatola magica” che scopre i tumori

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Allo Ieo di Milano la “scatola magica” che scopre i tumori

Quando uscì Guerre Stellari, nel lontano 1977, la maggior parte degli spettatori rimase piuttosto colpita dall'idea di un futuro prossimo nel quale sarebbe risultato possibile riprodurre le proprie sembianze mediante raffinatissimi ologrammi e consentire ai propri avatar di intrattenere lunghe conversazioni con persone collocate all'altro capo del mondo (o dell'universo, in questo caso).

Purtroppo per tutti i nerd, la profezia non si è ancora realizzata e la diffusione su larga scala di ologrammi animati resta al momento nel cassetto dei desideri scientifici; tuttavia, l'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano è riuscito a mettere a punto un avveniristico macchinario in grado, se non proprio di teletrasportare la nostra immagine, quantomeno di generare un avatar in 3d del corpo umano finalizzato a localizzare i minuscoli tumori che sfuggono alle comuni risonanze magnetiche.

scatolamagica

La modernissima “scatola magica” oncologica consente infatti uno screening completo dell'organismo umano che permette di localizzare minuscoli tumori (fino a 3-4 mm) a carico di zone anatomiche (come pancreas, ossa o reni) dove la difficoltà di diagnosi precoce rappresenta al momento il principale fattore in grado di incidere sulle speranze di sopravvivenza del paziente.

Un approfondito esame, condotto da un'equipe di radiologi capitanata dal dottor Massimo Belloni, ha già testato le potenzialità del macchinario su diversi pazienti oncologici e fatto riscontrare un incremento di attendibilità rispetto alle normali tecniche diagnostiche, ponendo così la “scatola magica” come potenziale strumento privilegiato in ottica di prevenzione su larga scala.

Se l'apparecchio ha infatti permesso a oltre 400 degenti di tenere monitorate le proprie condizioni di salute e l'eventuale ricomparsa di una massa tumorale, un impiego in fase di diagnosi potrebbe prevenire l'aggravarsi di una problematica che può essere facilmente eliminata, qualora la si riesca a riconoscere ed individuare fin dalle primissime fasi embrionali di sviluppo.

Per ottenere un test diagnostico accurato è sufficiente che il soggetto esaminando si introudca nella scatola per un tempo pari a 15-20 minuti, mentre il software installato traccia in piena autonomia un diagramma tridimensionale dell'intero apparato corporeo, rilevando eventuali anomalie e potenziali minacce.

Unico problema: il costo del dispositivo, pari a 2,5 milioni di euro e non esattamente abbordabile per un Ministero alle prese con tagli e sforbiciate e incapace di frenare i numerosi sprechi.

Non resta dunque che augurarsi che una più sapiente gestione della spesa pubblica in ambito sanitario renda possibile l'introduzione del dispositivo in numerosi istituti entro un arco di tempo ragionevolmente breve; quantomeno inferiore a quello atteso dai fans della saga di Guerre Stellari prima di poter vedere realizzati gli adorati ologrammi animati.

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