Scoperto il buco nero più attivo di sempre
Croce e delizia della fisica moderna, l'esistenza dei buchi neri ha posto una serie di complessi interrogativi alla ricerca astronomica post-bellica, legati principalmente alla compatibilità tra teoria della relatività generale e meccanica quantistica e all'effettiva conformazione degli stessi buchi neri, provvisti secondo alcuni ricercatori di un “muro di fuoco” al loro interno e secondo altri no.
Ad aggiungere splendore e domande alla nostra comprensione dell'universo è giunta in questi giorni la scoperta di un particolare buco nero dalle enormi dimensioni, reputato dai suoi scopritori come il più attivo di sempre all'interno della nostra galassia, in base alla sua capacità di fagocitare ammassi di stelle e pianeti.

Individuato proprio mentre si trovava intento a divorare la parte esterna della stella compresa nel suo campo gravitazionale, denominata V404 Cygni, il super buco nero si trova all'interno della costellazione del Cigno, ad una ragguardevole distanza dalla nostra ubicazione pari a circa 5 mila anni luce.
Il fattore più impressionante legato all'enorme buco nero di V404 Cygni, le cui dimensioni si aggirano intorno a 10 volte quelle del Sole, riguarda l'immensa accelerazione gravitazionale tramite la quale riesce ad attirare a sé stelle e materia. con una velocità prossima quella della luce.
In sostanza, secondo quanto osservato dai suoi scopritori, il buco nero avrebbe una massa talmente estesa da riuscire ad attirare a sé tutto ciò che transita all'interno del suo orizzonte degli eventi ad una velocità pari a quella della luce, pari a 300 mila km al secondo, comportando così una super-attività che consente alla singolarità di divorare un numero di stelle, pianeti e materia enormemente superiore a quello di buchi neri omologhi ma di dimensioni più ridotte.
La scoperta risale in realtà a 25 anni fa, quando il satellite giapponese Ginga per primo si imbattè nel gigantesco buco nero, ma è solo in questi giorni che la super attività prodotta dal buco nero, ribattezzato GS2023+338, ha consentito di giungere ad una su completa (ri) scoperta, prodotta a partire una luminosità di 50 volte superiore a quella prodotta dal nostro Sole, tale da consentire agli scienziati di registrarne immagini in grado di fornire ulteriori informazioni sulla sua conformazione e sulle sue dimensioni.
La scoperta di GS2023+338 pone dunque nuovi interrogativi alla fisica moderna che dovrà indagare a fondo sulle ragioni dell'effettiva super attività del buco nero e cimentarsi con nuovi enigmi posti a partire da quell'immensa croce e delizia dell'umano sapere, mai così grandi e così complessi.




