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Cambiamenti climatici: apocalisse entro dieci anni?

Cambiamenti climatici: apocalisse entro dieci anni?

Per impedire il protrarsi di comportamenti palesemente nocivi esistono sostanzialmente due strade: si può decidere di spiegare con pazienza le conseguenze delle azioni errate, riconducendo tutto all'ambito del buon senso, oppure agire per vie drastiche e terrorizzare il malcapitato, andando a paventare scenari degni di un'apocalisse in salsa religiosa.

Dal momento che la prima strada pare aver ampiamente fallito in materia di riduzione delle emissioni e di attenuamento dei livelli di smog, due ricerche pubblicate su Pnas e Science Advances hanno deciso di battere il selciato che conduce verso l'apocalisse, immaginando una sorta di fine del mondo in grado di concretizzarsi nel giro di dieci anni o poco più.

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I due studi in questione ipotizzano infatti, in caso di mancata riconversione delle fonti combustibili e di ulteriori immissioni di gas serra, un volto del pianeta Terra costretto a mutare per sempre a causa del riscaldamento globale e a produrre tutta quell'infinita fenomenologia, tipica delle apocalissi, comprensiva di città sommerse, calotte artiche disciolte e rifugiati climatici che si aggirano come zombie per il globo alla ricerca di cibo.

Una volta scrostata la patina cinematografica, i due studi mostrano le possibili evoluzioni di un fenomeno, ampiamente in atto, che ha portato il rialzo medio della temperatura sulla crosta terrestre ad impoverire le risorse idriche su scala planetaria, generando enormi flussi migratori a causa della mancata possibilità di coltivare terreni un tempo fertili (soprattutto nel sud-est asiatico) e ora destinati all'aridità perenne.

Secondo i due studi in oggetto, il numero di rifugiati climatici potrebbe salire fino ai 2,6 miliardi di unità nei prossimi dieci anni a causa dell'inutilizzabilità di circa il 52% dei terreni destinati a produrre risorse agricole e il fenomeno ptorebbe diventare logicamente insostenibile per le nazioni messe in condizione di ospitare un numero di migranti fuori da ogni soglia di accoglienza possibile.

Anche se piuttosto irreali per quanto riguarda il possibile innalzamento dei livelli oceanici e la conseguente immersione delle maggiori metropoli costiere, le due ricerche inserite nel report “The Economics of Land Degradation” offrono comunque un inedito punto di vista sui danni prodotti all'ecosistema da combustioni divenute eccessive rispetto al bisogno energetico reale e dipingono uno scenario in grado di ricondurre alla ragione mediante il terrore tutti coloro che fino ad oggi non sono voluti scendere a patti con la realtà di fatto. 

 

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