Twitter taglia l'organico con una laconica lettera ai dipendenti
In base a ragioni oscure (ma poi non così oscure), i cambi al vertice nelle grandi aziende e i passaggi di consegne producono sempre una certa apprensione tra i lavoratori, costretti a notti insonni dal dubbio che il nuovo “padrone” possa iniziare la sua opera di ristrutturazione proprio da un taglio di organico operato con cesoie e accette.
Giusto per confermare i timori, la prima mossa di Jack Dorsey, tornato da poco al vertice di Twitter dopo la parentesi rappresentata dal regno di Dick Costolo, è consistita proprio in un netto taglio dell'organico, con l'8% dei dipendenti lasciato a casa senza troppe premure e con tanto di odiata lettera di licenziamento spedita pochi giorni dopo l'insediamento del nuovo CEO.

Apparentemente motivato dall'esigenza di un cambio di rotta attraverso il quale l'azienda si propone di tornare a livelli di utenze più consone e di vendicare il sorpasso subito da Instagram, la massiccia opera di licenziamento dell'amministrazione Dorsey trova in realtà la sua radice in una serie di acquisizioni e fusioni aziendali che ha portato Twitter ad avere un organico eccessivo rispetto alle effettive potenzialità del sito.
Nella lettera firmata da Mr.Dorsey in persona mediante il ricorso ad un più colloquiale “Jack” si legge che l'azienda si trova ora a necessitare di un organico comprensivo di un numero massimo di individui pari alle 336 unità e che tutto il personale in eccedenza si trova ad essere superfluo per il proseguimento degli sviluppi legati al sito e alle sue applicazioni complementari.
Condita con la consueta gratitudine e l'altrettanto consueto rammarico del caso, la lettera di licenziamento si configura così come una mossa in grado, secondo Dorsey, di portare alla creazione di un team di lavoratori più affiatato e concentrato verso le rispettive finalità, con buona pace di coloro che hanno passato notti insonne in attesa che una minaccia piombasse loro sulla testa, come un'accetta.




