Apple: nuovi guai per il Wi-fi Assist?
Anche il meno accorto degli avventori tecnologici si sarà rapidamente reso conto di come navigare in internet tramite il proprio smartphone in modalità Wi-fi non comporti alcun costo aggiuntivo rispetto alle tariffe fissate dall'operatore e come i tutti i moderni cellulari offrano la possibilità di affidarsi tanto alla rete wireless (domestica o meno), quanto al tradizionale sistema 3g o 4g.
Tutti tranne uno, perché attraverso l'introduzione del sistema denominato Wi-fi Assist, l'ultimissimo modello di iPhone compie la scelta in automatico, facendo transitare la connessione dati dal Wi-fi al sistema dati del telefono in caso di segnale debole o della sua totale assenza, portando così il dispositivo ad addentrarsi nel complesso mondo dei dati a pacchetto senza che l'utente ne sappia niente.

In sostanza, se l'utente imposta la modalità Wi-fi come connessione predefinita e il telefono rivela che la connessione è scadente, anziché segnalare l'assenza di rete, passa zitto zitto al sistema di dati a pacchetto con possibili costi aggiuntivi in caso si superi la soglia fissata nel proprio piano telefonico.
Dal momento che pare che Apple non abbia chiarito a sufficienza le modalità che regolano il funzionamento del Wi-fi Assist, gli utenti si sono logicamente ritrovati inferociti nel momento stesso in cui si sono trovati addebiti imprevisti da parte dei loro gestori telefonici e stanno pensando di coalizzarsi per dare vita ad una class action contro l'azienda di Cupertino, rea di avere ideato la diabolica trovata.
Ovviamente, la funzione di per sé è tutt'altro che nociva e risulta facilmente disattivabile andando a rovistare tra le impostazioni di IOS 9; il problema sta appunto nel fatto che Apple abbia reso la modalità Wi-fi Assist come opzione di default senza fornire adeguate spiegazioni agli utenti, costretti così a salassi ed esborsi nella bolletta telefonica mentre dormivano sogni tranquilli ritenendo che il sistema wi-fi stesse provvedendo a tutto in modo automatico.
In caso la class action dovesse vedere effettiva luce, per Apple sarebbe la seconda tegola in pochi giorni (dopo la recente condanna per violazione di brevetti) e il movente in grado di spingere l'azienda ad ideare un gionro telefoni e sistemi operativi adatti anche agli avventori meno accorti dell'era digitale.





