Sempre meno neve: riserve idriche a rischio per 2 miliardi di persone
Oltre al suo aspetto coreografico, all'amore che suscita nei bambini e ai disagi che provoca negli automobilisti meno accorti, la neve rappresenta una sorta di collante idrico del mondo, andando a depositarsi sulle vette dei monti per poi sciogliersi lentamente, garantendo l'accesso all'acqua a miliardi di individui che si trovano ad essere sprovvisti di altre fonti di approvvigionamento.
Stando ad un recente allarme lanciato dagli studiosi della Columbia University, pare tuttavia che il prezioso ciclo vitale sia presto destinato ad arrestarsi e a cadere sotto i colpi di quel riscaldamento globale che sta trascinando in un torrido vortice le vette dei monti e il loro tradizionale manto innevato.

Se la problematica aveva già fatto sentire il suo eco l'estate scorsa in Himalaya, apare infatti che l'episodio non fosse un caso isolato, ma il sintomo di una patologia molto più ampia che potrebbero presto tradursi in una totale assenza di rifornimenti idrici per circa 2 miliardi di persone disseminate alle più disparate latitudini.
Secondo i calcoli elaborati di ricercatori americani, le realtà che dipendono in modo diretto dai ghiacciai e dia manti nevosi andrebbero a rappresentare uno spettro ampio e variegato e un'ipotetica scomparsa delle nevi comporterebbe una catastrofe su scala planetaria con cittadini, fabbriche e intere città destinate a rimanere asciutte e tristemente prive della materia prima che alimenta il loro substrato economico e produttivo.
Il fenomeno legato all'erosione dei ghiacciai e all'assenza di nevicate in grado di rifornirli coinvolgerebbe infatti un enorme numero di realtà in grado di estendersi dalla California al Caucaso e di mettere in ginocchio anche quella parte di economia europea, soprattutto iberica, che nella presenza della neve trova risorse non solo a livello turistico.
Esattamente come accade per tutti gli altri effetti prodotti dal globalwarming, la riduzione delle nevicate non produrrebbe effetti omogenei e livellati, ma andrebbe ad abbattersi con particolare virulenza su quelle aree del pianeta in cui l'equilibrio ambientale si trova già a rischio, provocando così nuove carestie e nuove ondate migratorie, ben più funeste di quei piccoli disagi che ci portano a detestare la neve ogni volta che ci mettiamo alla guida del nostro veicolo senza avere le catene a bordo.





