Smog: tornano blocchi del traffico e targhe alterne
Dopo aver funestato i cieli con smog, Co2 e polveri sottili, l'umanità ha recentemente deciso che, anziché cercare una soluzione definitiva al problema, era sufficiente intervenire mediante il ricorso ai quei palliativi, come blocco delle circolazione e targhe alterne, che non intaccano l'effettiva concentrazione di polveri sottili (se non in modo del tutto marginale) ma che piacciono tanto all'opinione pubblica.
Ecco dunque che, dopo una breve fase di latenza e l'aumento di un'emergenza favorita dalla siccità, le grandi metropoli nostrane con Roma in testa tornano ad attrezzarsi con targhe pari e dispari e con centri urbani trasformati in aree felci per poche ore, prima che motori, impianti di riscaldamento e grandi industrie riprendano la marcia dell'anidride carbonica.

Per tutti gli avventori della Capitale, le modalità che regoleranno l'accesso alle zone urbane saranno le seguenti: divieto di accesso nelle giornata di oggi, lunedì 16 novembre, per tutti i veicoli a targa dispari (vale a dire con ultima cifra dispari) durante le fasce orarie considerate “verdi”, dalle 7,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 20,30; stesso provvedimento domani nelle medesime ore per i veicoli (auto e moto) a targa pari.
Divieto assoluto, inoltre per tutti i veicoli a maggior potenziale inquinate, di modo che auto e moto classificate come Euro 0, Euro 1 (benzina e diesel) e Euro 2 (solo diesel) non potranno circolare nelle suddette giornate a prescindere dal numero della targa, così come i ciclomotori con motore a due tempi e le moto a quattro tempi di tipo Euro 3.
Previste dalle neo-amministrazione comunale le ovvie deroghe del caso che riguardano i veicoli alimentati mediante impianto di tipo Gpl e tutte le automobili provviste dell'apposito contrassegno riservato ai disabili, liberi di circolare indipendentemente dalla classificazione del loro veicolo e dal numero di targa.
Con Roma a fare da apripista, riparte dunque il consueto valzer delle targhe, spesso fonte di disagi per tutti coloro che devono recarsi al lavoro e ben lontano dallo scrivere la parola “fine” su quell'immensa catastrofe ambientale generata attraverso un secolo di abusi e incurie, di fronte alle quali invertire la rotta appare più complicato che istituire un posto di blocco.





