Rottame spaziale si schianta a Terra: è Snoopy dell'Apollo 10?
Nel lontano 1969, quando l'umanità era ossessionata dall'amore libero e dalla conquista dello spazio per fini diplomatici, un gruppo di ricercatori della Nasa lanciò in orbita un modulo lunare, denominato Snoopy e destinato a simulare le condizioni di approdo in caso di riuscita della celeberrima missione Apollo 10.
Trascorsi quasi cinque decenni da quel tentativo, tutto si sarebbe potuto immaginare tranne che, una volta conquistata la Luna, Snoopy sarebbe tornato indietro in qualità di rottame spaziale la mattina del 13 novembre 2015, schiantandosi contro l'atmosfera e piombando a capofitto nelle acque ubicate al largo dell'Oceano Indiano, nei pressi dello Sri Lanka verso le ore 7.19.

Benché le massime autorità spaziali mantengano ancora il riserbo sulla reale identità del relitto celeste precipitato questa mattina, numerosi indizi lasciano presagire che il coprpo, avvistato dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) pochi mesi fa e definito mediante la sigla WT1190F sia proprio quel medesimo Snoopy scomparso dai radar decenni or sono e ricomparso misteriosamente poco tempo fa, quasi a voler annunciare la sua volontà di tornare a casa dopo il lungo viaggio compiuto e i gravosi oneri sostenuti.
Mentre Esa e Nasa si trovano tutt'ora intente a cercare di chiarire la natura del relitto, il cui approdo era stato largamente previsto con mesi di anticipo, impazza sul Web il tam tam mediatico fato di congetture e di opposte tesi che vedono nel corpo proprio Snoopy oppure un frammento disintegratosi a seguito di missioni spaziali molto più recenti e molto meno affascinanti.
Il responso sulla natura del rottame spaziale dovrebbe giungere nei prossimi giorni e la breve attesa stabilirà l'eventuale necessità di ripercorre a ritroso nel tempo quelle avvincenti fasi della storia umana in cui lo spazio e l'amore libero restavano due universi paralleli ancora tutti da scoprire ed esplorare.





