Facebook punta sull'Italia per il suo programma FbStart
Agli occhi delle grandi multinazionali, le start up in campo informatico assomigliano a piccole e docili pecorelle da condurre in direzione dell'ovile, di modo da poter mettere le mani su ottime idee prima che le suddette si trasformino in un business planetario e vengano a costare cifre a nove zeri.
Se la cosa può spesso deplorevole, la collaborazione tra start up e colossi di settore si rivela tuttavia in molto casi come l'arma ideale a tutelare il lavoro delle giovani menti disseminate per il mondo e una testimonianza dei mutui vantaggi viene direttamente da FbStart, programma lanciato da Facebook nel corso del 2014 e rivolto all'inserimento di piccole start up nell'organico aziendale.

Esplorando il mondo alla ricerca di talenti emergenti, i responsabili di Facebook hanno ora deciso di investire sul nostro Paese e in particolare sull'acceleratore di start up Luiss Enlabs per porre sotto la loro ala protettrice cinque porgetti rigorosamente Made in Italy.
A ricevere l'assistenza e le cure di Facebook saranno, nel dettaglio, i progetti legati a Karaoke One, Nextwin, Tutored, Verticomics e Whoosnap, tutti facenti capo alla società nata dall'unione tra EnLabs e l'Università Luiss Guido Carli e tutti frutto dell'ingegno di giovani ricercatori nostrani.
L'ingresso delle cinque nascenti realtà, concepite per i più disparati progetti informatici (dal karaoke alle scommesse sportive), nella scuderia di Facebook resta per ora limitato ad una sorta di fase iniziale che prevede la fornitura, da parte dell'azienda californiana, di tute quelle risorse necessarie allo sviluppo delle applicazioni e che potrà tradursi, in un futuro prossimo, in un'acquisizione completa, sempre ammesso che le pecorelle siano mature per giungere al grande ovile digitale.




