Una volta stabilito per via legale che chiunque ha diritto alla rimozione dei link nei quali compaiono informazioni offensive o comunque sconvenienti il limite intrinseco alla norma relativa al diritto all'oblio è consentito nel delegare agli stessi motori di ricerca il compito di rimuovere i risultati incriminati, con ovvio caos e conseguente intasamento delle aule giudiziarie.
Dato, inoltre, che il diritto all'oblio è sancito da norme emanate dall'Unione Europea, Google ha pensato bene di nicchiare il più di fronte alle richieste di rimozione, dato che la norma non si applica nel resto del mondo, andando ad incappare in solenni sanzioni messe in atto dalla Francia.

In sostanza, la Francia avrebbe riscontrato palesi violazioni da parte di Google nel processo di rimozione dei link e deciso di multare il colosso di Mountain View con un'ammenda pari a 100 mila di euro, dall'evidente maggior valore morale che non pecuniario.
Ovviamente, anche fronte dell'esiguità del danno economico, i responsabili di Google hanno fatto sapere di non voler sborsare un centesimo, facendo leva appunto sul fatto che la norma che stabilisce i limiti all'oblio possiede una valenza geografica ristretta, mentre i link presenti sui motori di ricerca risultano essere universali e dunque non strettamente legati ad un dato ordinamento giuridico.
Dall'inizio della lunga battaglia legale tra Google e le entità nazionali e sovranazionali, dal motore di ricerca sono stati rimossi circa 448 mila risultati di ricerca, a fronte di un numero di richieste proveniente dai paesi comunitari superiore al milione e duecentomila unità, mostrando così i limiti intrinsechi di una legge in cui l'esecuzione è stata affidata nelle mani di chi detiene tutti gli interessi per non eseguire affatto.
Nonostante la giornata lavorativa di tregua in concomitanza con la Pasqua, il passaggio dall'ora solare a quella legale continua a rappresentare fonte di disagi e squilibri per un considerevole numero di individui, alle prese con sbalzi d'umore, difficoltà di adeguamento alla ritrovata luminosità e potenziali attacchi di panico, in caso di predisposizione individuale nei confronti della fenomenologia neurologica.
Esattamente come accade ogni anno, dal giorno in cui venne presa la decisione di portare artificialmente le lancette avanti di un'ora rispetto alla loro marcia invernale, riprende l'inevitabile balletto di opinioni favorevoli o contrarie all'ora legale e l'altrettanto consueta sequenza di consigli proposti da dietologi, psichiatri e medici al fine di alleviare il possibile quadro sintomatologico connesso con il fenomeno.

In caso rientriate nel nutrito novero di coloro che percepiscono le due del mattino di domenica 27 aprile alla stregua di una catastrofe, i consigli che vanno per la maggiore riguardano la pratica di una costante attività fisica, rivolta alla tenuta dell'organismo di fronte agli effetti del cambio di luminosità e al mantenimento, per quanto possibile, delle consuete abitudini relative all'orario dei pasti e del ciclo sonno-veglia.
Onde evitare complicazioni che, in casi estremi, potrebbero addirittura condurre in direzione del malfunzionamento del sistema cardiovascolare, è dunque opportuno cercare di fruire dei benefici apportati dalla luce solare, magari coniugando la cosa con un po' di sport, senza che i pasti e l'ora in cui ci corichiamo risultino troppo procrastinati, almeno nelle fasi iniziali rispetto ai ritmi ai quali ci siamo faticosamente abituati in fase di “letargo”.
Ricordando a tutti di spostare avanti le lancette dell'orologio durante la notte di Pasqua (gli smartphone lo fanno in modo autonomo), l'auspicio è quello che i disagi posano venire dirotti al minimo e che l'ora legale non influisca su quella giornata di tregua dal lavoro che appare ampiamente meritata.
Quando nel lontano 1998 ad alcuni progettisti di casa Audi venne l'idea di produrre in serie la concept TT, si levò un coro di resistenze interne, dato che l'azienda non riteneva maturi i tempi per tornare a cimentarsi con la produzione di vetture sportive e che il futuro sarebbe del marchio sarebbe dovuto passare necessariamente dalla concezione di vetture più attente ai consumi e alle esigenze della famiglia media.
A riprova di quanto dalle parti di Zwicau si sbagliassero, è sopraggiunto non solo un incredibile successo fato riportare dalle varie serie TT prodotte negli anni, ma anche il successivo avvento di quel piccolo gioiello denominato R8 che ha fatto letteralmente impazzire vip e calciatori fino a diventare un oggetto di culto in grado di occupare rilevanti quote di mercato all'interno di un settore, quello delle legato supercars, già saturo di suo.

Per festeggiare il successo commerciale dell'impresa, Audi ha deciso di lanciare l'attesissima versione spyder della R8, con una potenza massima sotto il cofano pari a 540 cv, pronti a ridefinire il concetto stesso di “scoperta” di lusso e ad erodere il segmento occupato da Porsche e Ferrari, da sempre in prima linea nello scoprire le loro macchine di maggior successo.
In attesa di una versione ancora più estrema da 610 cv, la nuova R8 Spyder monta un propulsore 5.2 da 10 cilindri a V, la classica trazione integrale permanete “Quattro” resa celebre dalle competizioni motoristiche anni'80, un tettuccio di tela superleggero e un cambio automatico, di tipo sequenziale, S tronic con ben sette marce.
Non troppo differente dalla sua sorella coupè, la R8 Spyder concede alla variante coperta qualche decimo di secondo, immolato sull'altare del fascino e di quella brezza che si può agevolmente trasformare in un uragano in miniatura se si decide di portare la macchina al limite senza che il tettuccio sia chiuso.
Presto in arrivo sui mercati di tutto il mondo, Audi R8 Spyder dichiara una velocità massima pari a 318 Km/h, misura che rende alla perfezione l'idea di quanto l'azienda abbia cambiato idea sulla possibilità di produrre vetture sportive, a partire da quella strana TT divenuta un istant classic già nel lontano 1998.











