Secondo molti amanti della velocità, le sfide più autentiche sono quelle in cui l'uomo si trova da solo con tutto il proprio potenziale a combattere contro l'incessante scorrere del cronometro, nella più totale assenza di strategie, giochi di squadra o altre componenti di tipo psicologico volte ad inficiare la ricerca della prestazione assoluta.
Secondo gli organizzatori del Tour de France, le tappe a cronometro risultano invece piuttosto noiose agli occhi di un pubblico televisivo capace di entusiasmarsi principalmente in base alla presenza di fughe, scalate di gruppo e volate finali; ragion per cui l'edizione del Tour targata 2015 è stata amputata delle tradizionali tappe a cronometro individuali, ridotte ad una mini-porzione pari a soli 14 km complessivi durante le tre settimane di corsa previste.

Il Tour 2015 è stato principalmente ideato per esaltare le doti degli scalatori e per dar vita a lunghe battaglie sui monti francesi, in un'ottica che vuole coniugare livello agonistico e versante legato allo spettacolo, risultando funzionale a riproporre le emozioni della scorsa edizione targata Vincenzo Nibali.
La corsa più gialla del mondo avrà una lunghezza complessiva pari a 3500 chilometri e prenderà il via da Utrecht il 4 Luglio prossimo per poi entrare nel vivo già dalla terza tappa con l'ascesa al Mur de Huy che rappresenterà il primo vero spartiacque della competizione e la prima delle otto tappe marcatamente montane previste dalla gara.
Dalla quarta alla settima tappa, è prevista una rapida parentesi dedicata ai velocisti e incentrata su percorsi piuttosto pianeggianti, destinata a concludersi in concomitanza dell'ottava fatica in calendario, quando la scalata al Mur de Bretagne porterà i corridori a misurarsi con pendenze superiori al 10% lungo uno dei tracciati-chiave per le velleità di conquista della maglia gialla finale.
La nona tappa vedrà la presenza di una cronometro a squadre, inserita opportunamente prima del giorno di sosta e destinata a suscitare il rimpianto in tutti gli amanti del genere, prima della ripresa delle tappe montane, collocate in corrispondenza di La Pierre-Saint Martin (167 km con salita finale), Col du Turmalet e Plateau de Bataille.
La principale novità in attesa dell'arrivo di Parigi è rappresentato dall'inedita collocazione della scalata relativa all'Alpe d'Huez, situata a sole 24 ore dal traguardo finale e destinata a diventare l'attrattiva principale dell'intera corsa, dato il binomio che unisce le fatiche della tappa con l'esigenza di classifica finale.
Nel complesso, la corsa si presenta piuttosto interessante, con una sapiente alternanza di tappe montane e pianeggianti che pare incastonare le rispettive esigenze all'interno di un mosaico piuttosto omogeneo; l'unica nota dolente è rappresentata proprio da quella mancanza di tappe a cronometro individuali che tanto entusiasmano tutti gli amanti della velocità, fin dal lontano giorno in cui l'umanità capì che il tempo poteva essere misurato e sconfitto sul suo stesso terreno grazie al proprio infinito potenziale individuale.










