Narra la leggenda che molto tempo prima dell'anno Mille, numerosi eremiti e asceti trovassero nelle caratteristiche grotte del monte Conero il luogo ideale dove trascorrere un'esistenza dedita ad una dimensione puramente spirituale, lontana dai commerci e dal trambusto mondani e consacrata ad un'intima comunione con la natura circostante.
Il celebre rilievo situato nell'appennino umbro-marchigiano è fin dall'alba dei tempi un luogo in grado di solleticare la curiosità umana in virtù di una particolare forma che ricorda quella di un gomito piegato e di un'altezza non proibitiva (pari a di 572 metri sul livello del mare) che ha reso nei secoli accessibile la sua conquista e consentito l'insediarsi delle prime comunità umane sulle pendici del monte già dagli albori della vita, durante il periodo del Paleolitico Inferiore.
Con l'intento di condurre alla scoperta di questi luoghi arcani ed affascinati, ammantati da una patina di mistero e da numerose dicerie popolari che vorrebbero il monte cavo al suo interno e depositario di svariati segreti, nasce una delle competizioni ciclistiche dedicate al mondo delle ruote fine più suggestive d'Italia, ideata attraverso un lungo tragitto che trova proprio con la vicinanza con il Conero uno dei motivi di maggior interesse.
La Gran Fondo del Conero Cinelli, che giunge in questo 2014 alla sua 18° edizione, consente di attraversare le zone più suggestive dell'entroterra marchigiano, comprese nella provincia di Ancona, in un suggestivo itinerario sormontato dalla maestosità del rilievo appenninico e costellato da infiniti passaggi attraverso borghi ricchi di storia e tradizione.
Ideata su due differenti percorsi, uno di tipo granfondo e uno mediofondo, la competizione risulta accessibile ad ogni livello di resistenza e preparazione ciclistica in virtù della possibilità di cimentarsi con i due tracciati in modalità agonistica oppure scegliendo di prendere parte alla gara con un intento dichiaratamente cicloturistico, aderendo alla modalità denominata “Senza Fretta”.

Il percorso lungo misura 125 km e può vantare un'altimetria complessiva di quasi 600 metri sul livello del mare, suddivisa in numerosi saliscendi che riducono al minimo indispensabile le zone pianeggianti e assicurano un ottimo livello di divertimento a tutti gli scalatori presenti alla gara, impegnati per tutta la durata del tracciato con frequenti salite e discese in grado di compensare con la loro frequenza l'assenza di una vetta proibitiva.
La variante mediofondo è lunga invece 85 km e può fregiarsi di un dislivello di oltre 300 metri che trova nel tratto finale il passaggio più impegnativo in vista del traguardo situato in corrispondenza di Ancona.
Entrambi i percorsi prendono il via e si concludono dal capoluogo marchigiano e si snodano lungo due itinerari differenti, ma egualmente suggestivi che si presentano quest'anno in una veste leggermente modificata che consente numerosi “sconfinamenti” nella zona di Jesi atti ad arricchire e migliorare una manifestazione già decisamente apprezzata e completa.
Organizzata dall'attivissimo Pedale Chiaravallese in collaborazione con la Copparo Bike Store, la Granfondo del Conero Cinelli è inserita nel circuito Marche Marathon e abbinata in una formula di tipo combinata alla Granfondo Repubblica di San Marino, in un sodalizio ciclistico dal sapore tutto Adriatico.
Ad arricchire la competizione è di recente giunta la notizia dell'allestimento dell'apprezzatissima area expo che ha tenuto banco durante le edizioni precedenti con numerosi stands dedicati al mondo dei pedali impreziositi dalla presenza di espositori di rilievo come Cinelli (sponsor della competizione) che propone qui ogni anno le ultime novità e gli ultimi ritrovati in materia ciclistica.
L'appuntamento è previsto per domenica 9 Marzo, quando la Granfondo Conero Cinelli prenderà il via consentendo a tutti gli appassionati di scoprire uno dei luoghi più incantevoli d'Italia e magari di tentare una fuga in solitaria già dai primi chilometri di gara, se non altro, quantomeno per scoprire l'ebrezza di un'ascetica solitudine sule pendici del Conero, proprio come avveniva molto tempo prima dell'anno Mille.











