L'avvento dei social networks ha profondamente sconvolto quelli che erano i tradizionali confini tra la dimensione privata della vita e la sua sfera pubblica, con il risultato che ci sentiamo spesso tenuti ad informare amici, followers e seguaci di ogni nostro pensiero e di ogni nostra azione, fornendo un resoconto (più o meno interessante) delle nostre vicissitudini quotidiane.
In un perenne guazzabuglio mediatico, nel quale i Vips si sentono in dovere di condividere gioie e dolori con il genere umano intero, ha fatto paradossalmente notizia la decisione della famiglia Schumacher di sottrarre alle luci della ribalta colui che nella ribalta è vissuto per oltre un decennio e di vivere la tragedia occorsa al campionissimo in una veste squisitamente privata e insolitamente ricca di dignità umana.

In assenza di notizie certe, le condizioni di salute di Schumacher restano sostanzialmente oscure e ogni novità è affidata ad indiscrezioni trapelate dai corridoi, l'ultima della quale vuole il pilota tedesco a casa per Natale per proseguire il percorso più lungo e difficile della sua vita all'interno delle mura a lui care.
Secondo quanto riporta la rivista Focus, riprendendo a sua volta le notizie pubblicate dal magazine tedesco Bunte, Michael necessita di assistenza costante e il suo quadro clinico appare al momento delicatissimo; tuttavia, alcuni piccoli segni di miglioramento ne autorizzerebbero il trasferimento dalla clinica svizzera in cui si trova ricoverato alla sua abitazione, in coincidenza con il periodo festivo invernale.
Sulla base delle ultime esternazioni ufficiali, Schumacher sarebbe al momento incapace di parlare, di recuperare la memoria e di muoversi autonomamente, ma il suo corpo starebbe rispondendo in maniera soddisfacente agli stimoli esterni, dando adito a speranza di ripresa e mostrando netti miglioramenti rispetto alla condizione di inerzia totale che aveva accompagnato i suoi lunghi mesi di coma.
Alla vigilia di quel Gran Premio di Monza che regalò al campione tedesco l'ultima grande illusione della sua vita nel 2006, poi sfumata con il titolo mondiale conquistato da Alonso, ci uniamo all'immenso coro di auguri con cui è stata accolta la notizia e confidiamo che la vicinanza del pilota con un ambiente familiare possa agevolare il processo di recupero e restituirgli parte dei suoi unici e inestimabili ricordi; ricordi che ameremmo un giorno vedere condivisi dal pilota all'interno di quello strano mondo dei social networks dove si documenta la normalità, dandola troppo spesso per scontata.










