Influenza, nessun nesso tra vaccini e decessi
In un'epoca segnata dalla facilità di accesso ad informazioni di ogni natura, la reputazione di un individuo, di un prodotto o di un'istituzione è venuta ad assomigliare sempre di più ad un'impervia montagna: se ritagliarsi un angolo di considerazione presso l'opinione pubblica comporta una lunga e faticosa scalata; basta uno scivolone per ritrovarsi di nuovo a valle.
In un clima generale segnato dalla diffidenza verso l'universo dei vaccini, favorito da una sentenza un po' originale e dal fiorire della contro-cultura sul web, il compito che si prospetta davanti ai dirigenti dell'Aifa appare piuttosto meticoloso e complesso; a seguito della strana concomitanza tra l'assunzione del vaccino antinfluenzale Fluad e venti decessi che hanno riguardato soggetti anziani e debilitati, si tratta ora di convincere gli Italiani già diffidenti di loro dell'assoluta assenza di un rapporto di natura causale tra i due eventi.

Dalle analisi condotte all'interno dei laboratori dell'Agenzia Italiana del farmaco non sono infatti risultate anomalie nella formulazione dei due lotti incriminati (143301 e 142701) tali da poter legittimare l'ipotesi che ne avallava una tossicità potenzialmente letale per alcuni soggetti particolarmente debilitati, né la presenza delle temute endotossine non in linea con le specifiche di qualità.
Premesso che l'intera gamma di test atti ad escludere in via definitiva la presenza di elementi in grado di influire su sterilità e tossicità dei vaccini si concluderà non prima di tre settimane, i dati raccolti fino ad ora autorizzano l'Aifa ad escludere una qualunque relazione tra la somministrazione della misura profilattica e le tragiche morti avvenute la scorsa settimana e a ribadire a gran voce che il blocco delle vendite relative ai due lotti è stato effettuato per pure ragioni cautelari e non sulla base di una presunta tossicità del farmaco.
Il direttore generale dell'Aifa, Sergio Pecorelli, ha inoltre sottolineato come sia di fondamentale importanza l'immediata ripresa delle campagne vaccinatorie, in previsione del picco influenzale stimato per l'inizio di gennaio, affinché la psicosi collettiva non si trasformi in un pericoloso abbandono generalizzato di quelle misure in grado di salvare decine di migliaia di vite dai pericoli derivanti dalle complicazioni influenzali sui soggetti più deboli.
Pare dunque che il vaccino prodotto da Novartis sia completamente sicuro e atossico e che la morte di venti persone, già debilitate da pregresse patologie, possa essere ascrivibile più all'ambito delle tragiche coincidenze che non ad un'azione colposa della multinazionale già nell'occhio del ciclone per la vicenda che l'ha vista protagonista, insieme a Roche, di uno degli episodi più tristi fatti registrare sul versante sanitario negli ultimi anni.
Secondo l'Aifa si tratta ora di ricostruire un clima di fiducia con i cittadini, utile a spostare l'attenzione dal clamore mediatico dei giorni scorsi in direzione di un'informazione che ponga l'accento sull'utilità dei vaccini; nonostante l'ottimismo di fondo dei delegati dell'agenzia, l'impresa appare piuttosto ostica in un Paese già diffidente di suo (e spesso, a ragione); almeno quanto tentare di scalare di nuovo una montagna a seguito di uno scivolone, sia esso vero o solo supposto.


