Mangiare datteri aiuta a prevenire il cancro
Fin dalle prime fasi della nostra impariamo a catalogare la frutta in base alla sua capacità di produrre o meno succo, alla colorazione e alla dimensioni di ogni singolo frutto, scoprendo così in modo giocondo le differenti proprietà degli agrumi, dei frutti di bosco e di pere e mele, tutte differenti sebbene assimilabili a unico filo conduttore.
E poi ci sono i datteri, frutti dall'aspetto e dal sapore talmente particolare da risultare difficilmente catalogabili ad un primo sguardo e da venire relegati alle imbandite tavole natalizie come stravaganza esotica da gustare giusto in prossimità delle feste.

Se decidessimo invece di aumentare il nostro consumo di datteri durante l'intero arco dell'anno solare, potremmo trarne un enorme beneficio in termini di protezione contro la minaccia rappresentata dal cancro, in virtù di un particolare mix di sostanze antiossidanti e betaglucani in grado di prevenire e rallentare l'insorgenza di numerose forme tumorali.
A rivelarlo è un recente studio condotto presso la Qassim University (in Arabia Saudita), incentrato sulla letteratura medica antecedente, che ha portato alla luce come l'azione sincronizzata di polifenoli e betalgucani sia in grado di ridurre la progressione dei tumori durante numerosi esperimenti condotti su cavie da laboratorio, alimentate con dose massicce di datteri a seguito della contrazione della patologia.
Se la capacità delle sostanze antiossidanti di giocare un ruolo di rilievo a livello di prevenzione nei confronti del cancro è nota al punto che nessun medico al mondo sconsiglierebbe mai l'assunzione di frutta e verdura; la novità della ricerca pubblicata su International Journal of Clinical and Experimental Medicine consiste appunto nel porre l'accento sull'azione combinata offerta dai vari principi nutritivi presenti nei datteri, azione che sfruttando la sinergia dei suoi componenti aumenta esponenzialmente i singoli benefici offerti da polifenoli, betaglucani e potassio.
I nutrizionisti raccomandano in ogni caso un consumo responsabile di datteri, dal momento che l'alimento costituisce una fonte energetica dai livelli calorici piuttosto elevata, per cui è consigliabile arrestarsi ad una soglia media quotidiana stimata in pochi etti, senza eccedere; l'importante è che il consumo sai costante e ci conduca finalmente a catalogare i datteri in modo appropriato, magari sotto la voce "anticancro".


