Facebook, da oggi addio alle bufale nella timeline
A tutti gli esseri umani, volente o nolente, tocca in dote dalla nascita il dovere di morire una volta sola e di lasciare così per sempre le proprie spoglie terrestri; fatta eccezione per una particolare categoria individui (che comprende, tra gli altri, Fidel Castro, Bill Cosby e Pippo Baudo), per i quali la morte è diventata ormai un'abitudine e il triste onere si è trasformato in autentico rituale, quantomeno nel variopinto mondo dei social networks.
Per la gioia di tutti coloro che si sono stufati di leggere necrologi rivolti a gente viva (anche se spesso poco vegeta), citazioni riferite a parole mai pronunciate e altre assurdità volte ad alimentare cordoglio e polemiche virtuali, Facebook ha deciso di attuare un'ampia opera di rimozione di bufale all'interno del suo sito che si propone di trasformare il social network in una fonte di informazione (quasi) attendibile.

A partire da oggi, le celebri “bufale” godranno di una minor visibilità all'interno della sezione di Facebook dedicata alle notizie, grazie ad un particolare servizio che consente agli utenti di additare contenuti privi di fondamento e di relegarli così nel novero degli “oggetti sgraditi” in compagnia di spam o immagini di nudo.
A seguito di un esperimento condotto su campione pilota durante gli scorsi mesi, Zuckerberg ha infatti deciso di attuare in via definitiva le misure anti-bufale testate e di annoverare i contenuti falsi tra le possibili ragioni che ci spingono a non voler più vedere un determinato post all'interno della nostra timeline; per cui chiunque si trovi a provare fastidio di fronte al dilagare di notizie false, è invitato a compilare il rapido modulo e ad esporre la dovuta segnalazione.
I ritardi nel lancio dell'applicazione rispetto alla tempistica prevista dagli sviluppatori di Facebook sono imputabili, spiegano i responsabili, al timore che la nuova possibilità venisse sfruttata dagli utenti per spingere alla rimozione di contenuti palesemente ironici o satirici, ma il test condotto sul gruppo campione di fruitori ha evidenziato la capacità di operare una dovuta distinzione tra una notizia falasa e una ideata come strumento di divertimento, allontanando così le residue remore.
Se tutto ciò porterà all'effettivo superamento delle bufale che abbondando su Facebook è ancora presto per dirlo, ma sicuramente Fidel Castro, Bill Cosby e Pippo Baudo potranno tirare un profondo sospiro di sollievo e toccare ferro nella speranza di non dover più morire almeno tre mesi ogni anno.


