Calvizie, è possibile contrastarla stappando i capelli? In evidenza
Anche in una società in cui la calvizie maschile è stata ampiamente sdoganata su un versante estetico, grazie al coraggio dei primi attori e celebrità che si mostravano in pubblico senza il tradizionale ricorso al “riporto”, alle persone affette da alopecia resta tuttavia il cruccio di non poter tradurre in gesti reali tutte quelle metafore che prevedono, ad esempio, il mettersi le mani nei capelli e lo strapparsi i capelli di fronte a qualcosa di particolarmente piacevole.
Secondo uno studio condotto dalla University of Southern California che assomiglia molto ad una delle infinite leggende metropolitane (ma potrebbe anche non esserlo), un efficace rimedio contro l'insorgere della calvizie potrebbe essere rappresentato proprio da un continuo ricorso alla pratica di strapparsi i capelli, la cui azione andrebbe a rafforzare il bulbo pilifero, proteggendolo così da eventuale atrofia.

Secondo i ricercatori americani, strapparsi i capelli produrrebbe infatti una sorta di shock sul bulbo pilifero in grado di spingerlo in direzione di un'aumentata capacità rigenerativa e di una maggior produzione di cellule immunitarie, deputate a salvaguardare il cuoio capelluto o ciò che ne resta.
Attraverso un lungo studio condotto sui topi, i medici americani sono riusciti a dimostrate il ruolo attivo esercitato dalle cellule staminali presenti nei bulbi piliferi al momento dello strappo, mostrando come lo sradicamento di circa 200 peli in una determinata area si traducesse in un aumento di attività a livello pilifero, in grado di riverberarsi nella comparsa di oltre 1200 nuovi follicoli.
In sostanza, secondo lo studio, strapparsi i capelli non solo contribuisce a mantenerli resistenti, ma stimolerebbe una reazione in grado di dare vita a nuovi peli con un'incidenza in grado di ripopolare le aree del cranio ormai deserte in base alla frequenza e alla quantità degli strappi eseguiti.
L'unico problema riscontrato durante la ricerca è che il metodo pare funzionare solo in specifiche aree del cuoio capelluto di piccole dimensioni e altamente concentrate, di modo che se si procede ad una serie di strappi verso aree più estese, l'innovativo rimedio cessa come d'incanto per funzionare.
Lo studio pubblicato su Cell non è logicamente che l'embrionale avvio di una nuova ricerca di settore, forse un giorno destinata a restituire ciuffi e ciuffetti a tutte le persone calve, finalmente ben liete di potersi mettere le mani nei capelli per lo stupore.



