Entro il 2025 verrà sequenziato il Dna di un miliardo di persone
Il fatto che tutti noi siamo venuti al mondo e ci troviamo a godere di una discreta aspettativa di vita, dipende anche dall'ideazione di appositi “censimenti sanitari” che hanno consentito nei secoli di analizzare statistiche pressoché infinite e di porre rimedio di fronte alla minaccia messa in atto dalle più svariate patologie, grazie alla possibilità di tradurre i dati ricavati in altrettante strategie terapeutiche.
Parallelamente al continuo affinamento di tecniche diagnostiche e indagini cliniche, il nuovo obiettivo che si pone agli occhi dell'umanità riguarda la possibilità di giungere ad informazioni sempre più dettagliate in ambito genetico, tali da poter un giorno scongiurare non solo le aggressioni messe in atto da agenti patogeni e batteri, ma anche e soprattutto da quelle anomalie che si originano dall'interno del nostro patrimonio cromosomico.

In questo quadro d'insieme, rientra la continua opera di mappatura del genoma umano che sta portando sempre più individui ad avere un'analisi dettagliata del proprio patrimonio genetico e con essi, sempre più informazioni e statistiche relative ai segreti che si annidano all''interno dei quei due filamenti elicoidali che definiscono gran parte del nostro essere e dei pericoli ai quali andiamo incontro.
L'obiettivo fissato dagli esperti dell'Università dell'Illinois e del Cold Spring Harbor Laoratory di New York, recentemente intervenuti sulla questione, è quello di giungere entro l'anno 2025 al sequenziamento del genoma effettuato su un miliardo di individui, dando così vita ad una risorsa statistica tale da chiarire ulteriori segreti e zone d'ombra legati al nostro patrimonio genetico.
Secondo i ricercatori americani è infatti auspicabile che il numero di informazioni genomiche aumenti costantemente, anno dopo anno, attraverso nuove sequenze del genoma, fino a dare vita ad una sorta di “Google del genoma”, ovvero di una banca dati cromosomica talmente capiente da poter contenere informazioni estremamente dettagliate sul nostro Dna da tradurre, in seguito, in una possibilità di consulto immediato da parte di medici, scienziati ed esperti alle prese con un dato problema di salute.
Se la quantità di informazioni relative al Dna, spiega il dottor Micheal Schatz, dovessero progredire con la medesima velocità con cui si espandono quotidianamente i principali canali mediatici, sarebbe dunque possibile entro il 2025 giungere ad una sorta di censimento sanitario tale da produrre un netto incremento di quella discreta aspettativa di vita, già ampiamente aumentata, ma ancora estendibile in direzione dei suoi ultimi confini.





