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Caldo senza sosta fino al 23 luglio?

20 Lug 2015
Caldo senza sosta fino al 23 luglio?

Secondo l'antica sapienza popolare, le buone intenzioni prive di riscontro pratico lastricherebbero il cammino che conduce all'Inferno, andando a rappresentare una componente umana molto peggiore di quella riconducibile ad un errore commesso in buona fede o in preda ad un eccesso di ira.

Non ci è dato di sapere se dalle parti della volta celeste, considerino le previsioni dei meteorologi nostrani pienamente assimilabili all'ambito delle buone intenzioni da un punto di vista morale, ma sicuramente la sfera pratica suggerisce che non vi è da fare troppo affidamento su previsioni a lungo termine e supposti cambi di clima, pronosticati a giorni di distanza dalle attuali condizioni.

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Dopo aver procrastinato continuamente il termine dell'ondata di calore anomalo che sta investendo la Penisola (secondo le previsioni di settimana scorsa, la giornata di oggi avrebbe dovuto essere fresca come una rosa sul ghiaccio), i meteorologi hanno deciso di spostare nuovamente il ritorno alla normalità climatica, individuando nella data del 23 luglio prossimo il termine dell'alta pressione e della conseguente afa che attanaglia l'Italia da quasi due settimane.

Mentre gli appassionati di statistiche si sbizzarriscono a cercare di capire se il mese di luglio corrente sia il più caldo degli ultimi 65 anni, degli ultimi 150 anni o di sempre, prosegue infatti l'allarme socio-sanitario prodotto da Caronte, con ben 23 città italiane contrassegnate dal “bollino rosso” ministeriale e dunque da un elevatissimo rischio per tutti i soggetti che si trovano maggiormente esposti ai pericoli prodotti dal caldo per via di ragioni anagrafiche o patologiche.

Nella giornata di oggi, il Ministero della Salute ha infatti invitato tutti i residenti di Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Verona e Viterbo ad evitare l'esposizione ai raggi solari durante le ore centrali della giornata, onde evitare nuovi malori e ricoveri che hanno rappresentato una costante per tutto il week end e che hanno condotto all'ospedale ben 11 persone nella sola città di Perugia in poche ore.

In tutto questo marasma, il sospetto è che la data fissata dagli esperti, cioè il sopracitato 23 luglio, potrebbe essere frutto di una previsione poco azzeccata o dell'ennesima inesattezza in grado di prolungare la sofferenza patita ben oltre il suo termine auspicato, con la consapevolezza che non è possibile rivestire di una sfera morale gli errori dei vari meteo e che, tanto, all'Inferno ci siamo già, grazie all'insolito traghetto offertoci da Caronte.

 

Cinese di Maputo

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