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Caldo e farmaci, binomio pericoloso

21 Lug 2015
Caldo e farmaci, binomio pericoloso

Tra le molte indicazioni presenti sulle confezioni dei farmaci, che nessuno legge mai, c'è ne una, apposta sul retro della scatola che riguarda le corrette modalità di conservazione del prodotto acquistato; modalità che prevedono la presenza di un ambiente poco luminoso e dove la temperatura non supera i 30 gradi centigradi, fatidica soglia oltre la quale il medicinale cessa la sua funzione per trasformarsi in qualcosa di profondamente differente.

Data l'incredibile ondata di calore e la difficoltà di rispettare le condizioni necessarie all'integrità dei prodotti farmaceutici, l'Associazione Italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di lanciare un allarme legato alla salvaguardia da possibili effetti imprevisti, andando ad ammonire i consumatori sui potenziali rischi associati a medicinali esposti a temperature troppo alte e a quelli, invece, il cui utilizzo risulta sconsigliato proprio per via dell'eccessivo caldo.

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L'Aifa si è per tanto premurata di invitare a non consumare farmaci conservati secondo modalità anomale e ad evitare particolari categorie farmaceutiche potenzialmente in grado di aumentare o dimnuire il livello della sudorazione corporea, di produrre repentini abbassamenti di pressione o di generare altri effetti che potrebbero condurre il consumatore in direzione di un malore dovuto alla sensazione di caldo aumentata dall'interazione con il principio attivo assunto.

Ad entrare nella black list dell'Aifa sono stati, innanzitutto, gli anticolinergici, rei di alterare il livello di termoregolazione corporea e lo stato di vigilanza del paziente, mentre gli antipsicotici potrebbero invece inibire proprio i comuni meccanismi di sudorazione attraverso i quali riusciamo regolare la nostra temperatura corporea e ad impedire un eccessivo riscaldamento dell'organismo.

Da evitare, inoltre i farmaci ideati per contrastare il morbo di Parkinson e gli antistaminici, entrambe categorie farmaceutiche in grado di abbassare quella pressione sanguigna già messa a dura prova dal caldo e di provocare svenimenti nei soggetti più sensibili alle alte temperature.

Sconsigliato, infine, il ricorso ad ansiolitici e antidepressivi, la cui azione potrebbe indurre confusione mentale nei pazienti più soggetti a crisi e provocare cedimenti, anch'essi dovuti a fenomeni ipotensivi connessi con il rilassamento coatto del sistema arterioso.

Per quanto riguarda tutte le altre categorie farmaceutiche, è sufficiente accertarsi, come sottolineando, che il prodotto si trovi esposto a condizioni di conservazioni ottimali e non venga mantenuto troppo a lungo all'interno di ambienti caldi e umidi, secondo le modalità riportate su quella strana confezione che nessuno, o quasi, si prende la briga di leggere a fondo.

 

 

Cinese di Maputo

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