Celiachia, più a rischio i bambini nati in estate
Il diffuso stress e la presenza di alimenti industriali ricchi di edulcoranti e conservanti non esattamente ortodossi hanno generato, durante gli ultimi anni, un incremento esponenziale dei casi relativi alla sindrome del colon irritabile (non a caso, trattata con ansiolitici), confusa da buona parte dell'opinione pubblica con fantomatiche intolleranze o con patologie, come la celiachia, che in realtà riguardano un numero ristretto di individui.
A beneficiare di tutto questo trambusto mediatico che coinvolge quotidianamente il glutine sono stati, logicamente, i soggetti che soffrono realmente di celiachia, beneficiari di una doverosa e ampissima presa di coscienza globale, originata anche grazie alle turbe dei milioni di malati immaginari che affollano il pianeta.

Finalmente uscita dal ghetto nel quale era stata confinata per tutto il '900, la celiachia vede così aggiungersi giorno dopo giorno nuovi tasselli di un puzzle sempre più esaustivo, l'ultimo dei quali riguarda la possibilità che i bambini nati durante i mesi estivi si trovino maggiormente esposti ai pericoli della patologia, a causa dell'azione congiunta esercitata dal glutine e da un particolare virus.
Secondo un recentissimo studio italiano, condotto delle Unità Operative di Epato-Gastro e Nutrizione e di Patologie Epato-Metaboliche del Bambino Gesù di Roma e di Gastroenterologia dell’Università di Bari, esisterebbe infatti un nesso tra la nostra data di nascita e la possibilità di sviluppare la celiachia già dai primi anni di vita.
Basandosi su precedenti ricerche condotte in Nord America, in Europa e in Israele, i ricercatori nostrani sono infatti riusciti ad associare la celiachia ad una dimensione stagionale che trova la sua ragion d'essere nel fatto che la prima introduzione di glutine, durante le fasi di svezzamento, possa avvenire in concomitanza con l'azione del Rotavirus, che provoca una persistente infiammazione dell'intestino e che potrebbe dunque indurre l'insorgenza di una malattia auto-immune (la celiachia, appunto) che porta l'organismo a non riconoscere la lipoproteina in questione come funzionale al suo sviluppo.
Una successiva indagine statistica condotta su un campione di bambini nati tra il 2003 e il 2010 ha mostrato come l'incidenza della celiachia fosse prevalente nei bimbi venuti alla luce durante i mesi estivi rispetto a quelli nati durante il resto dell'anno, avvallando così la tesi iniziale dei medici italiani.
Premesso che la ricerca pubblicata sull‘European Journal of Pediatrics trova il suo limite principale nel fatto che è oramai impossibile stabilire con esattezza quando avviene la prima introduzione di glutine nell'organismo del bambino, dal momento che la stragrande maggioranza di pappe ed omogenizzati in commercio non ne contiene nemmeno l'ombra, lo studio si pone comunque come interessante spunto di riflessione sulle origini di quella strana patologia, un tempo ghettizzata negli angoli delle pizzerie e oggi divenuta fulcro dell'interesse medico mondiale, grazie anche alla nostra capacità di autosuggestione.





