La Legge di Stabilità e il mistero dei tagli alla sanità
Fatta eccezione per il Paese dei Balocchi, dove le coperture economiche certo non mancano, l'equilibrio finanziario dei gli stati si regge su un accurato schema che regola le voci in entrata e quelle di uscita, di modo che, se si intende tagliare le tasse, anche i servizi subiranno un calo corrispondente.
A seguito dell'annuncio governativo di voler abolire le tasse sulla prima casa si è scatenato il consueto putiferio su quali siano le esatte coperture dell'operazione; putiferio che si è logicamente concluso con l'accusa mossa al Ministero della Salute di voler tagliare i costi sanitari e di voler così mettere in ginocchio quel comparto pubblico che si trova a soffrire di una crisi tanto annosa da riempire di gioia il cuore di chi gestisce una struttura ospedaliera di tipo privato.

Alle accuse mosse dalle associazioni di settore, il ministro Lorenzin ha risposto che l'agenda del governo non prevede alcun taglio reale alla qualità dei servizi, ma solo una razionalizzazione della spesa in grado di ottimizzare gli introiti e di consentire il rientro nelle casse statali di oltre 10 miliardi di euro in 5 anni, tutti provenienti da sprechi sanitari e spese non necessarie.
In sostanza, mentre medici e sindacati urlano all'ennesima razzia in atto su beni e servizi sanitari, i piani del governo prevedono invece un'ottimizzazione della spesa che esclude i consueti tagli effettuati con la cesoia in favore di una minuziosa opera di redistribuzione della spesa in grado di eliminare i numerosi sprechi presenti in un settore che certo non brilla per efficienza e sapiente gestione dei fondi erogati.
A finire nel mirino della Lorenzin sarebb, principalmente, la cosiddetta “medicina difensiva”, vale a dire quel costante eccesso di prescrizioni farmaceutiche assolutamente non necessarie che costa allo Stato ogni anno circa 13 miliardi di euro e che porta i medici a somministrare medicinali senza ragione alcuna, trasformando così i pazienti in consumatori affezionati delle aziende farmaceutiche.
In attesa che la Legge di Stabilità venga effettivamente varata, resta ora da stabilire cosa verrà esattamente tagliato e chi, tra le parti in causa della diatriba sanitaria (medici e ministero), avrà prodotto la previsione più accurata, lasciando la controparte a recitare il ruolo di Pinocchio nel Paese dei Balocchi.




