Genova: allarme Ebola, ma è “solo” Malaria
A causa di un'informazione medica a volte deficitaria e molto spesso allarmistica, capita che le psicosi relative a contagi e pandemie persistano oltre l'effettiva portata virale e che si gridi all'untore anche quando tutti i controlli e le precauzioni sanitarie del caso sono stati messi in atto.
In virtù di un terrore evocato al solo pronunciare il nome della patologia, un caso di febbre sospetta fatto registrare presso l'ospedale San Martino di Genova ha rapidamente scoperchiato quel vaso di Pandora in cui era rimasto confinato il virus Ebola, riportando in auge l'eventualità di assistere ad un contagio planetario, al blocco delle frontiere e ad altri scenari degni di un'apocalisse in salsa zombie.

L'episodio ha avuto origine quando un ingegnere genovese si è presentato presso la struttura accompagnato da febbre anomala e da un malessere generalizzato che ha subito spinto le autorità sanitarie liguri a mettere in quarantena il soggetto e ad inviare alcuni campioni ematici preso il laboratorio Spallanzani di Roma, per chiarire la natura del malore che aveva colpito l'uomo ed escludere che la causa fosse riconducibile alla contrazione del virus Ebola.
Nonostante le misure seguite dai medici genovesi rientrassero nella comune prassi protocollare definita dalle linee guida del Ministero della Salute per tutti i pazienti sospetti, dalla struttura è rapidamente trapelato un allarme relativo al possibile contagio infettivo da Ebola e il caso ha rapidamente assunto i connotati di una vicenda giornalistica orientata a riportare in auge i funesti fasti dell'estate 2014.
Fortunatamente per il paziente e per l'opinione pubblica, alle prese con altri allarmi, i test effettuati dai ricercatori dell'Ospedale Spallanzani hanno rapidamente escluso la triste eventualità e denotato come il soggetto, recatosi in Africa poco tempo fa per lavoro, avesse contratto la Malaria, patologia decisamente più comune e priva di reali complicazioni letali.
Scongiurato anche questo allarme, il protagonista della vicenda rimarrà comunque ancora in isolamento per qualche giorno, prima di poter tornare alla sua routine quotidiana e tirare un sospiro di sollievo di fronte al pericolo scampato e alla possibilità che qualcuno potesse indicarlo come untore dell'Occidente intero.




