Il reggiseno non provoca il cancro, smentita Gwyneth Paltrow
L'idolatria è quella strana condizione mentale che ci porta e pendere dalle labbra di attori, cantanti, sportivi e politici anche quando si trovano ad uscire incautamente dal loro campo specifico di competenza o quando, come nel caso delle assurde teorie diffuse da Gwynteth Paltrow, diffondono sul web corbellerie sanitarie senza possedere logicamente le basilari nozioni mediche in materia.
Pochi giorno fa, la celebre attrice aveva infatti rilanciato dal suo blog (Goop) la tesi che prevede l'utilizzo del reggiseno quale causa diretta dell'insorgenza di svariate forme di cancro e ha per tanto invitato, animata da antico spirito femminista, tutte le donne del mondo a liberarsi dall'inutile costrizione prima che un tumore al seno potesse colpirle.

Il nesso tra reggiseno e tumore alla mammella non costituisce, ovviamente, farina del sacco della Paltrow, ma è stato creato ad arte da un sedicente medico olistico, tale Habib Sadeghi, autore di un altrettanto sedicente studio clinico nel quale cerca malamente di mettere in correlazione di due termini su base statistica al fine di istituire un rapporto causale tra reggiseno e cancro.
Secondo le numerose leggende metropolitane che si sono sviluppate negli ultimi anni, indossare un reggiseno con ferretto causerebbe infatti una sorta di vasocostrizione a livello linfatico, potenzialmente in grado di riverberarsi in una mutazione genetica e nella corrispondente genesi del cancro.
Per quanto densa di coerenza interna, la tesi si trova ad essere tuttavia priva di riscontro alcuno con la realtà ed esiste un'infinita serie di studi medici atta a dimostrare come non esista alcuna forma di correlazione tra il reggiseno e i tumori femminili, né su base statistica, né tantomeno ad un livello più intimo.
Ultima della lunga lista, una recente ricerca condotta nel 2014 dal Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle ha mostrato come il cancro al seno risulti interamente ascrivibile a cause di tipo genetico, ormonale e legato a cattive abitudini alimentari e come, di conseguenza, indossare o meno il reggiseno non influisca minimamente sulla possibilità di contrarre la patologia.
Via libera dunque al reggiseno; ennesimo imputato sul banco delle corbellerie mediche e decisamente meno pericoloso di quell'idolatria che ci porta a pendere dalle labbra di tutti coloro che non hanno alcun titolo per parlare fuori dal loro campo e che rischiano di diffondere psicosi senza ragione alcuna.





