Tumori: dopo la carne, anche il caffè sul banco degli imputati
Premesso che i complottismi rappresentano uno dei mali peggiori della nostra società e che gridare allo scandalo senza ragione offusca spesso gli scandali veri, le ragioni in base alle quali l'Oms ha deciso di inserire le carni rosse e lavorate tra le sostanze cancerogene appaiono misteriose, data l'assenza di evidenze scientifiche in merito e la presenza di una questione talmente controversa dal trovarsi lontana dalla sua definitiva conclusione.
Giusto per aggiungere benzina ad un fuoco che arde, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che nel prossimo mese di maggio anche il caffè e altre bevande calde potrebbero trovarsi a subire una sorte analoga, data l'istituzione di un'apposita commissione d'esame pronta a vagliare eventuali rischi connessi con il consumo.

Tra il 24 e il 31 maggio prossimi lo Iarc, agenzia dell'Oms incaricata della ricerca sul cancro, valuterà infatti il tema “Caffè, Mate e altre bevande molto calde”, andando a vagliare il livello di tossicità delle sostanze in questione e la loro potenziale cancerosità.
A prescindere dall'esito dell'inchiesta, appaiono già da ora oscure le ragioni che hanno portato all'apertura dell'indagine nei confronti di sostanze come il caffè, imputate da più parti di poter causare problematiche cardiovascolari in caso abuso protratto, ma non sicuramente di favorire la genesi del cancro.
Per giustificare la loro scelta, i delegati dell'Oms si sono appellati non tanto alle molecole intrinseche al caffè, quanto ai processi di tostatura, ritenuti responsabili dello sviluppo di sostanze potenzialmente cancerogene per via delle alte temperature alle quali il caffè viene sottoposto durante la lavorazione.
In attesa dei risultati dello studio che prenderà il via durante la prossima primavera, non vi è dubbio alcuno che la potenziale inclusione del caffè tra le sostanze cancerogene susciterebbe un immenso vespaio di polemiche e porterebbe l'opinione pubblica a gridare al complotto, magari con quel pizzico di ragione in grado di fare apparire il termine sotto una luce diversa.





