Vaccino anti-polmonite: una petizione di Msf per abbassare i prezzi
Esattamente come una rilevante porzione del mondo muore a causa di cibo in eccesso e sprechi alimentari, mentre l'altra si trova alle prese con carenze endemiche, esiste un emisfero terrestre dove le vaccinazioni vengono snobbate e rifiutate sulla base di assurdità pseudo-scientifiche ed un emisfero dove, invece, si farebbero volentieri carte false pur di garantire ai bambini l'accesso ai vaccini.
In particolare, i prezzi al dettaglio delle vaccinazioni contro la polmonite rappresentano una piaga in tutti quei paesi dove la patologia colpisce un numero spropositato di soggetti in età pediatrica e dove esistono poche strutture attrezzate per far fronte alle complicazioni derivanti da un malattia che può agevolmente rivelarsi fatale, se trascurata.

Con l'intento di condurre le case farmaceutiche produttrici in direzione di un repentino e doveroso abbassamento dei prezzi al dettaglio, l'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere ha voluto lanciare una petizione su scala planetaria finalizzata al raggiungimento dell'adesione necessaria alla misura e alla conseguente accessibilità dei vaccini anti-polmonite nei paesi in via di sviluppo.
Inaugurata da un flash mob tenutosi a New York nella giornata di ieri, l'iniziativa di Msf per ampliare la diffusione del vaccino antipenumococcico ha come bersaglio privilegiato l'azienda Pfizer, società detentrice dei brevetti e e ben lungi dall'idea di autorizzare la diffusione del proprio prodotto di punta o di garantirne l'accesso a prezzi più contenuti.
Secondo le stime diffuse da un'indagine condotta dalla stessa Medici Senza Frontiere, Pfizer incasserebbe infatti dalla vendita dei vaccini un utile netto su base annua pari alla spropositata cifra di 17 milioni di dollari, cifra che, se unita con quella quasi analoga intascata da GlaxoSmithKline per la vendita di prodotti analoghi, rende alla perfezione l'idea di quanto un abbassamento dei prezzi potrebbe risparmiare milioni di vite senza che i dirigenti delle case farmaceutiche si trovino a morire di fame o a rischiare la bancarotta.
La campagna di Msf, che prevede anche iniziative piuttosto aggressive come l'affissione di manifesti alle fermate dell'autobus, si ripropone dunque di limitare l'incidenza di quelli strani squilibri planetari in base ai quali tutti noi ci troviamo a discutere sull'eventualità di vaccinare i nostri figli, mentre poco a più sud questo lusso appare sempre più come una chimera.





