Almeno una volta nella vita, capita a tutti di trovarsi a combattere contro un ospite fastidioso che si attacca ai nostri fianchi e ci cinge il girovita con il suo abbraccio indesiderato, facendoci sentire vittima di un'attenzione decisamente soffocante.
Non ci stiamo riferendo al fenomeno dello stalking e all'esercito di ex fidanzate e fidanzati che proprio non ne vogliono sapere di accettare la fine di un amore, ma a quella che sta diventando rapidamente una delle piaghe in grado di minare la nostra salute: il grasso.
C'è chi contro i chili superflui ha indetto pubbliche crociate e chi tende a combatterlo di nascosto, ostentando una malcelata indifferenza nelle occasioni pubbliche; fatto sta che in un'epoca in cui i canoni estetici tendono sempre più ad avere le fattezze di un televisore ultrapiatto che di un'abbondante Giunone, la ricerca della forma ideale è qualcosa da cui difficilmente riusciamo a prescindere.

Dopo aver provato ogni sorta di dieta, attività fisica, bevanda miracolosa e persino a seguire il consiglio di quello spot che suggeriva sapientemente di tenere ferme le mandibole, un aiuto nella nostra guerra di distruzione delle cellule adipose pare arrivare dal freddo.
Un recente studio condotto da un'equipe di specialisti olandesi e pubblicato pochi giorni fa sull'autorevole rivista Trends in Endocrinology & Metabolism, ha infatti portato alla luce numerose proprietà che l'esposizione del nostro corpo a temperature relativamente basse avrebbero nell'eliminazione della massa grassa.
Nel processo di perdita di peso, ovviamente abbinato ad un corretto stile alimentare e ad una regolare attività fisica, giocherebbe infatti un ruolo cruciale il livello di riscaldamento delle nostre abitazioni e dei nostri uffici, entro le cui mura trascorriamo generalmente la maggior parte del tempo durante la stagione invernale.
Il gruppo di medici, capitanato da Wouter van Marken Lichtenbelt (anche scrivere correttamente il suo nome ha richiesto un certo dispendio calorico) della Maastricht University Medical, ha infatti evidenziato come un lieve abbassamento delle temperature negli ambienti chiusi sotto la soglia dei 17 gradi centigradi spinga il nostro corpo a bruciare un numero maggiore di calorie riuscendo ad incidere fino al 30% sul bilancio energetico complessivo del corpo.
Se l'idea di lavorare ad una temperatura così bassa può scoraggiare, quello che emerge dalla ricerca è che il nostro organismo tende rapidamente ad assuefarsi al nuovo clima riuscendo già dopo una decina di giorni a convivere con il calo climatico e ad innestare il metabolismo, rinvigorito dal freddo, verso l'opera di distruzione del grasso superfluo.
La ricerca olandese, che prosegue il lavoro svolto in questa direzione da numerose altre equipe disseminate per il globo, evidenzia dunque i vantaggi derivanti da un clima freddo rispetto ad uno caldo, più adatto a far riposare il nostro metabolismo e a convivere con il peso in eccesso a causa di alte temperature che non richiedono ulteriori sforzi al corpo umano per acclimatarsi.
Per trarre benefici visibili dal nostro nuovo alleato sarà sufficiente esporre il nostro corpo ad una temperatura compresa tra i 16 e i 17 gradi per un periodo giornaliero stimato in 6 ore, trascorse le quali, potremo tranquillamente tornare a climi più temperati, senza tuttavia perdere i benefici conseguiti durante le ore precedenti.
Se pensate dunque che battere un attimo i denti sia un effetto collaterale più che trascurabile pur di vincere l'infinita guerra con la bilancia, iniziate ad abbassare i termostati delle vostre abitazioni in attesa che ulteriori studi diano ampia legittimità alla tesi; mal che vada avrete una felice sorpresa quando leggerete l'importo scritto nell'angolo destro della bolletta del gas.










