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Consumo di farmaci in aumento durante il 2013

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Consumo di farmaci in aumento durante il 2013

Da quando il cibo è uscito dalla sua consueta dimensione per diventare una forma di intrattenimento televisivo, le nostre amate cucine si sono rapidamente trasformate in luoghi alquanto bizzarri, a metà tra un centro estetico e un laboratorio chimico, nei quali sperimentazione e innovazione hanno preso il posto di antiche tradizioni e sapori collaudati.

Nel nostro Paese, in particolare, pare sia in gran voga la cosiddetta “gastronomia molecolare”, concetto che suscita una certa ilarità per la sua pretesa di razionalizzare una disciplina tradizionalmente basata su un approccio di tipo emotivo e gustativo, ma che, al contempo, riscuote sempre più consensi presso coloro che possono permettersi di mantenere intatta la loro ilarità anche al momento dell'arrivo del cameriere con il conto.

Pill

Come se non bastassero le misteriose molecole alimentari, apprendiamo oggi che la passione degli italiani per la chimica prosegue ben oltre la cucina e che un altro tipo di molecole domestiche (tuttavia sempre commestibili) si estende fino agli armadietti del bagno, ai cassetti del comodino e alle dispense in soffitta.

Secondo i dati di un recentissimo rapporto Aifa-Osmed pare infatti che, anche a fronte della crisi economica, i nostri concittadini non riescano a rinunciare a pastiglie, capsule e gocce e che l'enorme mercato dell'industria farmaceutica prosperi allegramente.

Stando alle stime diffuse dall'osservatorio gli Italiani hanno speso, durante il 2013, oltre 26 miliardi di euro complessivi in farmaci, facendo registrare un aumento pari al 2,3% rispetto all'annata precedente; il che si traduce in una spesa pro-capite annua pari a 436 euro e in un consumo medio di quasi due medicinali al giorno (1,7 per la precisione).

A recitare la parte del leone, in quest'impennata farmacologica, sono stati gli antibiotici, il cui consumo è salito del 3,5 %, innalzando sensibilmente il dato complessivo di un trend che ha comunque visto i medicinali adibiti al ripristino delle funzionalità cardiovascolari mantenere salda la vetta della particolare classifica, con 525 dosi consumate quotidianamente per ogni mille abitanti.

A consumare la maggior quantità di medicinali sono le donne comprese in una fascia d'età tra i 15 e i 64 anni, che hanno staccato i loro coetanei di sesso maschile di otto punti percentuali; mentre risulta rilevante il dato relativo ai bambini, secondo il quale almeno un soggetto su due ingerisce abitualmente medicinali di varia natura.

Premesso che in caso di presenza di patologie reali e riscontrate, il ricorso al farmaco assume spesso i connotati di una necessità vitale; i dati proposti dalla fotografia statistica risultano comunque preoccupanti ed evidenziano una (sicuramente non salutare) tendenza all'automedicazione e all'abuso di prodotti facilmente reperibili e troppo ampiamente reclamizzati.

Cercando di evitare la demonizzazione dei prodotti farmaceutici a priori e a prescindere (che, come ogni altra demonizzazione, non rientra affatto nelle nostre corde), vorremmo solo ricordare che ogni medicinale presenta controindicazioni spesso rilevanti e che abituare l'organismo ad un assunzione prolungata in assenza di una necessità effettiva, provoca un'assuefazione in grado di inibire a lungo termine la normale capacità di reazione, andando così ad innescare una spirale dalla quale non è facile uscire.

Suggeriamo, per tanto, il ricorso alla pastiglietta solo nella sfortunata eventualità di una problematica altrimenti irrisolvibile, affidandoci per tutto il resto alle numerose soluzioni che trovavano ampio spazio in un'epoca remota in cui i nostri nonni non disponevano dell'ampia scelta di acquisto presente oggi e in cui le cucine erano semplicemente cucine, senza troppe molecole e telecamere.

       

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