Prima che la (molto presunta) arte della chiaroveggenza rischiasse l'estinzione a causa dell'avvento dei motori di ricerca, le stesse domande che oggi poniamo a Google, invadendo il web con chiavi di ricerca piuttosto improbabili, venivano poste ai proverbiali fondi di caffè, custodi di un antico sapere e di oscure facoltà mistiche.
Se qualcuno sia mai riuscito davvero a leggere il proprio avvenire in una tazzina di caffè, non ci è dato di saperlo con esattezza, ma, sicuramente, il nostro consumo della nera bevanda è così elevato e diffuso da rendere esorbitante il numero delle domande proposte: nonostante un piccolo fronte di detrattori, che vorrebbe bandire il caffè dalla nostra dieta e confinarlo nel novero delle droghe legali, pare infatti che la miscela goda di ottima salute e che la classe medica nostrana ne avalli un consumo moderato, reputato inoffensivo se non addirittura salutare.

L'Istituto AstraRicerche ha recentemente effettuato un sondaggio, commissionato da Consorzio Promozione Caffè, al fine di proporre un censimento dell'”Italia in tazzina”, utile a restituire un'immagine attendibile del rapporto che ci lega con il caffè e del punto di vista espresso (participio e non bevanda, in questo caso) dalla nostra classe medica riguardo a quantità ottimali e rischi per la salute.
Dal sondaggio è emerso che, a discapito delle sempre più frequenti incertezze sulla natura del caffè, il 96,5 % degli intervistati (compresi nella fascia d'età che va dai 18 ai 65 anni) asserisce di consumare caffè regolarmente o saltuariamente, con una maggioranza talmente schiacciante da rendere il caffè alla stregua della nostra bevanda nazionale e da riuscire quasi a scippare l'appellativo di “cafeteros” ai simpatici Colombiani.
Per quasi la metà dei partecipanti al sondaggio, il caffè rappresenta l'elemento indispensabile per iniziare al meglio la giornata, dato che trova conferma nel fatto che l'80% degli intervistati preferisca consumare caffè durante le prime ore del mattino ; mentre il 41% asserisce di trovare nel caffè un modo per ricaricare le metaforiche batterie, magari al termine di una lunga sessione di lavoro o di studio.
La caratteristica che ci attira di più nel caffè è il suo inconfondibile aroma che risulta gradito al 94,6% dei consumatori, mentre il colore viene apprezzato dal 77,2% degli affezionati.
Il luogo nel quale il caffè viene consumato abitualmente dagli Italiani è rappresentato dalle mura domestiche per oltre l'89% degli intervistati (percentuale che sale notevolmente se riferita al solo campione di soggetti di sesso femminile e agli ultra quarantenni), a fronte di un, comunque cospicuo, 78% che alterna l'espresso del bar alla moka casalinga, unendo una componente sociale al piacere della bevanda.
Per quanto riguarda il versante legato alla salute, solo il 20% degli intervistati afferma di aver ricevuto un veto completo da parte del proprio medico curante, mentre il 62% sostiene di aver ricevuto via libera per un consumo moderato (3 tazzine al giorno), privo di implicazioni negative a detta della maggioranza dei dottori italiani.
Un'esigua minoranza della nostra classe medica, pare infine incentivare un consumo superiore alle 4 tazzine al giorno (10%) e un'ulteriore nicchia di irriducibili (2%) non pone alcun limite nel consumo quotidiano ai propri pazienti, ritenendo il caffè completamente innocuo e inefficace a creare una duratura dipendenza fisica, anche se assunto in dosi piuttosto massicce.
La frequenza con cui consumiamo abitualmente caffè, sembrerebbe comunque rispettare le posologie ottimali fissate dai medici: il 36% degli intervistati è stato infatti collocato nel novero dei deboli bevitori (1-2 tazzine al giorno); un altro 36% afferma di consumare circa 2-3 tazzine quotidianamente e solo un 27% del campione supera abitualmente la soglia fissata dai medici, concedendosi oltre 4 dosi giornaliere.
La tendenza a consumare la bevanda abitualmente nel nostro Paese è dunque sempre più in auge e le numerose campagne condotte sul web non sono riuscite nel loro intento di scoraggiare la popolazione nostrana; se poi, doveste comunque nutrire qualche remora o perplessità riguardo agli effetti a lungo termine che il caffè potrebbe avere sulla vostra salute, beh, non vi resta che interrogare il fondo della vostra tazzina nella speranza di scorgere un barlume di futuro attraverso i neri riflessi della ceramica.










