Per ogni luogo presente sulla faccia della Terra, esiste almeno un luogo comune corrispondente, soprattutto in materia di sport ed abilità endemiche: giusto per semplificare all'eccesso; dal comodo divano del nostro salotto, verrebbe da pensare che tutti i Brasiliani trascorrano il loro tempo libero giocando a calcio, gli Austriaci sciino anche con quaranta gradi all'ombra, gli Spagnoli nascano in sella ad una moto da Gran Premio, gli Olandesi pedalino fino a coprire distanze siderali e i Finladesi coltivino motori nel ghiaccio.
Se fino a ieri avete associato la parola “Finlandia” all'immagine di Jarno Saarinen, Mika Hakkinen, Kimi Raikkonen, Mika Kallio, Tommi Makinen (nomen omen) o Valterri Bottas, da oggi potete tranquillamente ridisegnare il vostro immaginario e provare a concepire l'idea di una Nazione senza automobili private, o quantomeno, della sua Capitale.

In un ampio disegno legato all'eco-sosteneibilità globale, Helsinki ha deciso di dichiarare guerra alle automobili e all'inquinamento (nemmeno così estremo, a dire il vero) che deturpa il volto della nordica Capitale, varando il primo progetto a livello mondiale che prevede un graduale abbattimento del trasporto privato entro il 2025.
Il progetto di abbandono motoristico fa leva sulla sempre più capillare diffusione degli smartphones presso gli abitanti e sulla possibilità di fare ricorso ai dispositivi per “automatizzare” la città: se ad ogni cittadino viene infatti consentito un agevole accesso a servizi ed infrastrutture a partire dalle applicazioni sul proprio telefono, ne consegue una facilità di spostamento che consente di prescindere dall'impiego del proprio veicolo a motore.
L'amministrazione comunale di Helsinki sta infatti per lanciare una particolare applicazione in grado di porsi come elemento di coordinamento tra tutti i servizi attualmente fruibili online (Uber, bike sharing, orari dei mezzi pubblici) e di portare il cittadino al centro di una rete di infrastrutture nella quale sarà possibile vagliare la modalità di spostamento più conveniente ad ogni passo, grazie ad un'automazione cittadina dalla copertura totale che va costantemente ad informarlo sulle varie opzioni presenti, mettendolo in condizione di scegliere se noleggiare una bicicletta, prendere un traghetto, prenotare un taxi o salire sulla metro in base all'itinerario che deve compiere.
Il progetto si basa dunque sulla sinergia tra tecnologia privata e trasporto pubblico e su una cooperazione tra amministrazione e aziende locali in grado di dotare tutti i mezzi di trasporto presenti in città di un dispositivo collegato in rete, attraverso gli smartphones, che mantiene abitanti e turisti costantemente informati su spostamenti, orari e percorsi e che c di prenotare alcune corse e di “chiamare” vetture di servizio agevolmente dal proprio telefono a qualunque latitudine cittadina ci si trovi.
L'iniziativa è nata in seguito al successo fatto riportare dal particolare minibus inaugurato nel 2013 (denominato Kustuplus) e basato su un principio che consente di scegliere un particolare tragitto in base alla media tra le esigenze dettate dai fruitori, di modo da percorrere ogni volta un tragitto differente che consenta a i passeggeri di non trovarsi troppo lontani dalla loro destinazione finale.
L'ambizioso obiettivo è quello di rendere superfluo il ricorso alle vetture private entro il 2025, attraverso una serie di passaggi che renderanno sempre meno conveniente e meno pratico il ricorso agli spostamenti in automobile (soprattutto per percorrere brevi distanze) a fronte di un gigantesco sistema dai costi irrisori che risolve molti dei problemi legati all'automobilismo urbano, dalla difficoltà di trovare un parcheggio, ai ritardi generati dal traffico.
Con buona pace per il nostro immaginario da divano, Helsinki si appresta a diventare quindi la prima grande città europea ad emissioni zero entro il (relativamente breve) arco temporale di dieci anni; se poi ci venisse il desiderio di scoprire dove i Finaldesi abbiano coltivato motori fino a ieri, non ci resterà che abbandonare i modernissimi centri urbani per chiedere informazioni a qualche attempato abitante dell'era pre-tecnologica.










