È opinione comune che le caratteristiche umane legate alla dentatura e alla facilità di accesso agli approvvigionamenti alimentari dividano il mondo in due distinte categorie: c'è chi ha il pane, senza tuttavia avere i denti per servirsene (e masticare con le gengive è impresa ardua!) e chi invece può sfoderare un sorriso a 32 denti, senza possedere nulla sulla propria tavola che consenta di dar sfogo alle immacolate arcate dentali.
In uno dei peggiori periodi di crisi economica post-crollo della borsa di Wall Street, non potevano sfuggire alla regola ortodontica i lavoratori europei, anch'essi costretti a trovarsi sospesi tra una condizione di precariato che rende inutile la voglia di dar sfogo alle proprie inclinazioni e l'avere invece un carico di lavoro eccessivo, tale da annullare i vantaggi della loro condizione e ripercuotersi sullo stato di salute degli stakanovisti forzati.

Uno studio condotto dai ricercatori dello University College di Londra ha infatti evidenziato il rapporto che lega un eccessivo carico di lavoro con la possibilità di ammalarsi di diabete mellito di tipo 2, scoprendo che i soggetti sottoposti a sessioni lavorative settimanali superiori alla soglia di 55 ore presentano un rischio aumentato con punte statistiche pari al 30%.
Lo studio pubblicato su The Lancets Diabetes & Endocrinolgy ha passato al vaglio le condizioni di salute relative ad un campione di lavoratori britannici, scoprendo che l'insorgenza del diabete di tipo 2 risultava più familiare presso tutti i soggetti portati dalla loro condizione professionale a svolgere numerosi straordinari e lunghi turni di lavoro, secondo un andamento che presentava maggiore attendibilità presso le categorie lavorative meno qualificate e dedite ad un'occupazione di tipo prettamente “fisico”.
Se la tendenza non pareva presentarsi in forma allarmante presso dirigenti, managers e amministratori delegati, risultava infatti amplificata presso operai e manovali, portando ricercatori londinesi a presumere che esista un legame tra diabete e iperattività a livello fisico.
La ricerca, inizialmente concepita per mostrare le ripercussioni corporee di una diffusa sedentarietà, ha dato dunque un esito opposto a quello previsto ed ha aperto la strada ad una metodologia di indagine che porti a studiare il fenomeno legato all'insorgenza del diabete, includendo tra le cause scatenanti un'eccessiva attività fisica di tipo anaerobico e un cumulo di stress legato alle condizioni lavorative.
Troppo lavoro è dunque destinato a generare problemi di salute duraturi e di difficile soluzione tanto quanto la sua completa assenza: meglio dunque invitare il vostro datore di lavoro all'acquisto di una metaforica dentiera in grado di facilitare la digestione di tutto quel pane che, in questo periodo, farebbe gola a molti.











