Samsung taglia la produzione di smartphones e punta al low-cost
Le leggi di mercato sono spesso spietate almeno quanto quelle che regolano la sopravvivenza naturale delle specie animali (uomo incluso): quando i conti non tornano, i bilanci non quadrano e le curve paraboliche degli utili tendono verso il pavimento; occorre tagliare il tagliabile ed eliminare il superfluo, persino in caso di legame affettivo verso una creatura aziendale, divenuta ormai un peso morto.
In casa Samsung si sono (finalmente) accorti che la strategia di immettere sul mercato un numero di smartphones e dispositivi mobili pari a quello degli abitanti della Cina si sta rivelando piuttosto controproducente, sopratutto se i dispositivi in questione mirano ad una fascia di prezzo medio-alta, ormai cannibalizzata da Apple e sopratutto quando la bilancia dei ricavi fa registrare un pesantissimo -49% durante l'annus horribilis 2014.

La presenza di una quantità sterminata di linee e prodotti (Galaxy S, Galaxy Core, Galaxy Note e Galaxy qualunque cosa) sta infatti erodendo la consistente fetta del mercato occupata da Samsung e comportando un arretramento complessivo (dal 35% al 23%) causato dal prepotente ingresso di dispositivi, per lo più cinesi, che abbinano un'alta qualità ad un prezzo ridotto (Huawei e Lenovo su tutti) e si pongono come scelta ideale per chiunque cerchi un buono smartphone basato su Android.
Proprio per cercare di arginare il Dragone cinese, fonti vicine al Washington Post hanno recentemente riportato l'imminente intenzione di Samsung di tagliare il 30% della produzione attualmente in commercio e di incentrare gli sfrozi futuri su nuove linee di dispositivi low cost, sacrificando a cuor leggero i prodotti che ottengono una risposta di pubblico decisamente scarsa, soprattutto a fronte di sterminate aspettative.
Al momento non si conoscono ancora i dettagli dell'operazione, né quali saranno effettivamente i dispositivi ad essere sacrificati (si suppone comunque che la serie Galaxy S e quella Galaxy Note proseguiranno nel loro slancio evolutivo); l'unica cosa certa è che la sterminata galassia (ci scusiamo per il gioco di parole) di smartphones e cellulari targati Samsung vedrà una drastica riduzione di serie e modelli.
Secondo alcuni analisti di mercato, il gigante coreano si trova ormai di fronte ad un bivio cruciale per la propria sopravvivenza nel campo della telefonia mobile: l'assedio al quale è sottoposta Smasunga per via dei dispositivi a basso costo, pare infatti andare a braccetto con la recente decisione operata da Google di affidare i prossimi sviluppi di Android alla collaborazione con Lg (vedi articolo), con il risultato di relegare la casa produttrice dei vari Galaxy al ruolo di terzo incomodo nel processo di innovazione riguardante il sistema operativo più diffuso al mondo.
Se la nuova strategia di Samsung si rivelerà vincente e riuscirà nell'intento di ricalibrare target di utenza e livello dei dispositivi, è ancora presto per dirlo: già dall'inizio del 2015 sarà possibile osservare gli embrionali sviluppi dell'operazione e decretarne il primo parziale successo o fallimento; del resto, le leggi del mercato, oltre che spietate paiono difficilmente prevedibili, quasi quanto quelle di Natura che hanno consentito la nostra sopravvivenza su questo Pianeta.


