Windows 10 e il rebus degli aggiornamenti gratuiti
Non appena superata la fase infantile in cui si crede ancora all'esistenza di Babbo Natale e della fatina buona dei denti, la parola “gratis” comincia ad evocare strane sensazioni, soprattutto quando viene allegramente pronunciata dal referente di una multinazionale nota in tutto il mondo per i suoi ricavi astronomici.
A poche settimane dall'arrivo di Windows 10, ultimo e definitivo sistema operativo di casa Microsoft, molti utenti hanno dunque cominciato ad interrogarsi sulle modalità attraverso le quali il prodotto verrà distribuito e sull'esistenza di eventuali costi aggiuntivi per l'intera operazione, abilmente celata sotto la definizione di aggiornamento gratuito.

Giusto per fugare ogni dubbio di sorta, pare che Windows 10 sarà realmente disponibile in modalità gratuita per un enorme numero di fruitori, seppur con una serie di limitazioni e restrizioni che andranno ad escludere (ovviamente) i possessori di versioni di Windows non originali e tutti coloro che sono rimasti fermi a Vista o precedenti, considerati dall'azienda come pessimi clienti presso i quali battere cassa in caso si desideri effettuare l'upgrade.
Se dunque Windows 10 sarà gratuito per tutti i possessori di versioni originali di W7, W8 e W8.1, il costo al pubblico per tutti coloro che non rientrano nella categoria si aggira introno ai 135 euro per aggiudicarsi le versioni Home e Pro del sistema operativo; misura tutto sommato accessibile per chi non versa nella casse di Microsoft un solo euro da anni e intende comunque proseguire il proprio rapporto di “collaborazione” senza votarsi in direzione di soluzioni alternative.
Ormai ampiamente definito il quadro relativo alle versioni domestiche di W10, resta invece ancora avvolto nell'ombra il versante legato alla variante mobile che, stando alle indiscrezioni, dovrebbe garantire un aggiornamento gratuito universale per chiunque si trovi in possesso di uno smartphone basato su Windows Mobile 8.1, compresi gli ormai defunti telefoni a marchio Nokia.
La motivazione di fondo che ha spinto Microsoft ad elargire il proprio gioiello a piene mani presso un vastissimo numero di utenti è da rintracciarsi nella volontà di rendere Windows 10 alla stregua di un sistema operativo universale, a partire dal quale partiranno le maggiori operazioni dell'azienda in materia di clouding e archiviazione online durante i prossimi anni, di modo da rendere felici le aziende partners che collaboreranno alla gestione dei servizi, oltre a quell'ampia fetta di utenti che in cuor suo non ha mai smesso di credere a Babbo Natale o alla fatina buona dei denti.





