Freedom 251, ecco lo smartphone Android da 4 dollari
Ogni volta in cui decidiamo di acquistare un dispositivo hi-tech, come un comune smartphone, il prezzo finale è il risultato di una serie di fattori che comprende: materiali impiegati; costo della manodopera; specifiche tecniche più o meno avanzate; servizio di assistenza e soprattutto blasone dell'azienda alla quale decidiamo di affidarci.
Anche provando a limare le varie voci di spesa, permangono comunque alcune spese messe in atto dall'azienda produttrice non indifferenti, salvo nel caso di Freedom 251, nuovissimo smartphone indiano perfettamente funzionante, dal costo al dettaglio pari a soli 4 dollari.

Prodotto dall'azienda Ringing Bells, lo smartphone più economico al mondo viene venduto in patria ad un prezzo finale di 251 rupie (pari appunto a 4 dollari o 3,5 euro) e si compone di caratteristiche tecniche di tutto rispetto, seppur lontane dai parametri che regolano la genesi dei top di gamma sui mercati occidentali.
Dotato di un sistema di connessione 3G, di un display da 4 pollici, di doppia fotocamera, di una capacità di archiviazione pari a 8GB, Freedom 251 supporta il sistema operativo Android Lollipop 5.1 in modo abbastanza fluido e non ha molto da invidiare ai concorrenti di fascia media che affollano il mercato locale.
In caso vi stiate legittimamente domandando come sia possibile che un dispositivo dalle fattezze più che accettabili venga commercializzato ad un prezzo così esiguo, la risposta risiede in un ampio programma di finanziamento governativo volto a favorire l'alfabetizzazione delle fasce più povere di popolazione proprio attraverso l'impiego di incentivi rivolti ad abbattere i prezzi di quei dispositivi hi tech dai quali passa la capacità di saper leggere e scrivere in modo corretto.
Oltre a rappresentare un mirabile esempio di quanto l'attenzione a politiche sociali possa produrre benefici presso gli acquirenti, Freedom 251 costituisce al momento un gigantesco punto di domanda per tutti i fruitori abituali di smartphone e consimili e ci porta ad interrogarci su quanto le variabili che compongo il prezzo di vendita non siano in realtà frutto di elaborate strategie di marketing.



