Nasa: il mese di gennaio 2016 è stato il più caldo di sempre
Se i primi embrionali segnali del cambiamento climatico in atto venivano accolti con l'immancabile constatazione relativa alla prematura scomparsa delle mitologiche “mezze stagioni”, oggi pare che anche le stagioni canoniche abbiano lasciato il passo ad un caldo perenne e ad una confusione generale che porta i cappotti a rimanere rinchiusi negli armadi persino durante i giorni della Merla.
Ad attestare in modo ufficiale quanto già ampiamente attestato in base a esperienza diretta, è giunta in queste ore la Nasa, che, a seguito di rilevazioni e analisi comparate, ha attestato come lo scorso mese di gennaio sia stato il più caldo, su scala globale, da quando sono iniziate i rilevamenti meteorologici, vale a dire, dal lontanissimo 1880.

Con una temperatura media cresciuta dell'1,13% rispetto al periodo di riferimento analizzato (1951-1980), gennaio ha dunque stabilito il primato storico e spostato l'asticella che aveva visto già lo scorso mese di ottobre registrare temperature mai raggiunte in precedenza durante un analogo periodo dell'anno.
Le cause del fenomeno che si è tradotto in un cospicuo aumento della siccità e nello scioglimento di svariati ghiacciai è logicamente generato da quel continuo aumento di immissioni di gas ad effetto serra che ha prodotto il Riscaldamento Globale e la conseguente impossibilità da parte della crosta terrestre di riflettere i raggi del sole all'esterno dell'atmosfera, andando a creare la ben nota cappa di calore ed umidità.
Secondo i ricercatori della Nasa, l'incidenza delle riscaldamento globale sull'aumento delle temperature ha avuto un impatto pari all'80% e il trend pare destinato a proseguire, con tragiche conseguenze che porteranno presto l'umanità a rimpiangere i tempi in cui non esistevano più le mezze stagioni.




