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Gli integratori alimentari aumentano il rischio di cancro alla prostata

05 Ott 2015
Gli integratori alimentari aumentano il rischio di cancro alla prostata

Prendendo atto del fatto, ormai quasi assodato, che un elevato livello di ossidazione organicoarappresenti il terreno di insorgenza primario per svariate patologie (cancro in primis), la medicina moderna si è buttata a capofitto nella ricerca di una soluzione finalizzata a prevenire i fattori di rischio a colpi di integratori alimentari e antiossidanti assunti, in quantità massicce.

Dopo il clamoroso fallimento della strategia, fatto registrate da un esperimento spagnolo in cui si cercava di abbassare i fattori di rischio relativi al cancro ai polmoni mediante il ricorso a surplus di beta-carotene, salvo poi scoprire che l'incidenza tra il campione censito aumentava di quasi il doppio, il mondo degli integratori alimentari fa registrare in queste ore una nuova solenne sconfitta, tutta italiana.

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Con l'intento di dimostrare come l'assunzione di pillole e integratori contenenti elevate dosi di principi antiossidanti (selenio, licopeni e polifenoli) fosse funzionale a liberare le cellule da carico di ossidazione e ad abbassare così l'incidenza del cancro alla prostata, presso un campione di pazienti affetti da patologie pre-tumorali, il gruppo di medici guidato dal dottor Paolo Gontero si è trovato tristemente a dover constatare l'esatto contrario.

L'assunzione di dosi massicce di integratori ha infatti aumentato la comune incidenza del cancro alla prostata, portando così i ricercatori coinvolti nel progetto finanziato dalla regione Piemonte ad abbandonare la strada di ricerca e ad ammonire sui potenziali pericoli che l'assunzione di principi alimentari “in pillola” può creare in tutti i pazienti a rischio di cancro.

Quella che si è rivelata come una doccia fredda per i medici italiani è in realtà la conferma alcuni principi ormai ampiamente riconosciuti dalla medicina mondiale, secondo i quali, il ricorso agli integratori alimentari non è in grado di sostituire i benefici di una dieta bilanciata e l'assunzione di antiossidanti “in pillola” potrebbe produrre l'effetto contrario a quanto auspicato, andando a diminuire la capacità delle cellule di eliminare i radicali liberi per via ormetica, cioè mediante la produzione di particolari enzimi generati a partire dall'azione di alcune tossine che ne aumentano il livello di stress e resistenza.

In pieno accordo con quanto affermato dal dottor Paolo Gontero a seguito degli esiti della sua ricerca, invitiamo dunque a limitare il ricorso a integratori alimentari di qualunque natura (salvo in caso di carenze patologiche) e a fare affidamento su quegli alimenti che contengono antiossidanti nelle giuste dosi e nelle giuste proporzioni, dando a nostra volta per assodato che l'eliminazione di un ambiente eccessivamente ossidato sia la conseguenza di uno stile di vita sano e di debite correzioni apportate alla propria alimentazione.

 

Cinese di Maputo

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