Influenza 2015: al via la campagna di vaccinazione
Non appena le temperature calano sotto la fatidica soglia dei 25 gradi ci si trova tutti, chi più o chi meno, a far correre il pensiero in direzione dei due grandi spauracchi invernali: il cenone di Natale e quella virulenta influenza in grado di privarci, per almeno una settimana, delle nostre preziose facoltà cognitive e motorie, con tanto di dolori che si ripetono uguali al variare di ogni stagione.
Se sul primo versante ci possiamo fare gran poco, per quanto riguarda l'influenza esiste la possibilità di ricorrere all'apposito vaccino, pur con tutti e si “se” e i “ma” del caso e con tutti i tutti i dubbi che riguardano tempistiche, metodologie e fasce di popolazioni presso le quali il ricorso alla misura profilattica cessa di essere condizionale per trasformarsi in un imperativo quasi categorico.

Con l'inizio della campagna vaccinale 2015, previsto per oggi, le autorità sanitarie ministeriali e regionali hanno dunque voluto cercare di portare chiarezza nel consueto oceano di dubbi, specificando come il ricorso al vaccino sia quasi doveroso per le fasce della popolazione considerate più esposte di fronte ad eventuali complicazioni dell'influenza e per tutti coloro che, per ragioni professionali, si trovano a dover cercare di evitare il contagio per non fungere da ulteriore veicolo di diffusione dei virus.
Caldamente invitati a vaccinarsi, dunque, tutti i soggetti di età superiore ai 65 anni di età, le donne incinte al secondo o terzo mese di gravidanza e tutti gli operatori sanitari che si trovano a lavorare a stretto contatto con soggetti affetti da svariate patologie, per un totale di “soggetti a rischio” che raggiunge le dieci milioni di unità sul territorio nazionale.
Ricordando che il vaccino è gratuito per chiunque si trovi a ricadere nelle sopracitate categorie o soffra di patologie potenzialmente pericolose o invalidanti, la necessità della campagna pro-vaccini nasce da un calo di copertura registrato durante gli ultimi anni (anche a causa del caso Novartis) che si è tradotto in un discreto numero di decessi ascrivibili all'influenza stagionale e in una spesa sanitaria media per curare le complicazioni di molto superiore a quella effettuata per garantire il ricorso ai vaccini.
Invitiamo dunque i soggetti a rischio ad abbandonare le remore residue e a ricorrere ad una misura profilattica in grado di scongiurare con elevatissimo tasso di probabilità la patologia, ricordando inoltre che per il cenone di Natale c'è ancora tempo e che l'influenza non viene annoverata tra le scuse valide per sottrarsi alle tombolate.





